• BULLISMO: LA MEDIAZIONE SCOLASTICA COME METODO DI PREVENZIONE E CONTRASTO. SAGGIO LIBERAMENTE SCARICABILE

    logo studio legale bisDa qualche anno mi occupo di bullismo e cyber bullismo, svolgendo opera di sensibilizzazione contro tali fenomeni nelle scuole secondarie della Bergamasca.

    Nel corso degli incontri con ragazzi e ragazze tra i 13 e 17 anni d’età mi preme spiegare, in qualità di avvocato, quali siano le responsabilità penali e civili derivanti dagli atti di bullismo.

    Molto spesso gli studenti da me incontrati sono del tutto ignari della gravità dei loro comportamenti aggressivi ed ignorano soprattutto il fatto che la legge preveda delle sanzioni pesanti a carico dei loro autori.

    Tale impegno mi ha portato, ovviamente, a documentarmi sull’estensione di tale problema sia in Italia che nel resto del mondo.

    Sono così venuta a conoscenza di diverse storie drammatiche e di fenomeni aggressivi che hanno addirittura portato alla morte ragazze e ragazzi giovanissimi, anche nel nostro Paese.

    Purtroppo, nonostante il bullismo ed il cyber bullismo siano oggetto di attenzione mediatica da qualche anno, l’opinione pubblica pare ancora sottovalutare il problema che invece ha assunto una portata mai vista e che si consuma quotidianamente tra i banchi di scuola, per poi continuare sui Social Network in un’escalation di violenza fisica e verbale infinita.

    Inizio pertanto sempre i miei incontri nei vari Istituti Scolastici mostrando a studenti ed insegnanti casi reali di bullismo e di cyber bullismo dall’epilogo tragico e ciò affinché sviluppino una maggiore consapevolezza del problema.

    Tuttavia, nonostante la drammaticità e la complessità di tale fenomeno, sono sempre stata convinta che sia possibile fare qualcosa per arginarlo: soprattutto in termini di prevenzione.

    Nell’anno accademico 2013-2014 ho frequentato il Corso di Perfezionamento in Mediazione Sociale e Familiare tenutosi presso l’Università degli Studi di Bergamo e, alla luce della mia esperienza contro il bullismo ed il cyber bullismo, ho quindi deciso di approfondire i miei studi in materia di Mediazione Scolastica, e ciò al fine di comprendere se la mediazione – attuata in ambito scolastico – possa essere una valida strategia di prevenzione e contrasto ai fenomeni aggressivi tra adolescenti.

    E’ possibile scaricare gratuitamente un estratto del Project Work da me realizzato e già pubblicato sulla rivista “Questioni di Diritto di Famiglia” cliccando sull’immagine “Pay with a tweet” che trovate di seguito. E’ completamente gratuito: cliccando l’immagine sottostante, potrete accedere all’articolo e scaricarlo dopo averlo condiviso su Twitter o su Facebook.

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    Desiderate ricevere consulenze specifiche sull’argomento sopraesposto? Questi sono i nostri contatti:
    Studio Legale D’Arcangelo
    Strada delle Gambe n. 2 – 24055 Cologno al Serio (Bg)
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  • DIVORZIO BREVE: APPROVATA LA NUOVA LEGGE

    logo studio legale bisCon la Legge n. 55 del 6 maggio 2015 è stato finalmente introdotto il c.d. DIVORZIO BREVE: si tratta, più precisamente, di tre norme che apportano importanti modifiche alla disciplina relativa allo scioglimento del matrimonio civile e alla cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, soprattutto con riferimento ai termini per ricorrervi.

    I termini per domandare il divorzio, infatti,  sono stati sostanzialmente abbreviati:

    • in caso di separazione consensuale (o giudiziale tramutata successivamente in consensuale), si potrà proporre domanda di divorzio decorsi solo sei mesi dall’udienza presidenziale;
    • in caso di separazione giudiziale: si potrà invece proporre domanda di divorzio decorsi 12 mesi.

    Altra importante novità introdotta dalla legge de qua è che, in caso di regime di comunione dei beni, la stessa si scioglierà nel momento in cui il presidente del tribunale  autorizza  i coniugi a vivere separati, ovvero alla  data  di  sottoscrizione  del processo verbale di separazione consensuale dei  coniugi  dinanzi  al presidente, purché omologato (nel disciplina previgente, invece, lo scioglimento della comunione dei beni avveniva a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di separazione o con l’omologazione del verbale di separazione).

     La legge entrerà in vigore il 26 maggio 2015 e, per espressa previsione legislativa, troverà applicazione anche i per i procedimenti in corso.

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  • Bullismo: le slides che vengono utilizzate negli ultimi interventi dell’avvocato D’Arcangelo in varie scuole

    Pubblico di seguito le Slides che utilizzo nel corso dei miei interventi in prevenzione e contrasto al Bullismo in varie scuole.

    Per scaricarle gratuitamente cliccate sull’immagine sottostante “Pay with a tweet”:  potrete così accedere alle slides e scaricarle dopo averle condivise su Twitter o su Facebook.

     

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  • DISCONOSCIMENTO DI PATERNITÀ: UN CASO DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO RISOLTO DAL TRIBUNALE DI VICENZA

    Il fatto

    Due coniugi serbi adivano il Tribunale ordinario  di Vicenza e, asserendo di essere genitori legittimi di un minore residente in Italia, chiedevano che venisse dichiarato nullo il riconoscimento di figlio naturale effettuato sul minore stesso da un cittadino romeno.

    I coniugi precisavano di essere legalmente coniugati e mai separati, sebbene la signora vivesse a Vicenza con il bambino, mentre il marito in Serbia.

    Il cittadino romeno, dal canto suo, rilevava di aver avuto una relazione con la signora, di essere il padre biologico del bambino avuto dalla stessa e di aver ottenuto dal Tribunale per i Minorenni di Venezia l’autorizzazione al riconoscimento del figlio naturale ai sensi dell’art. 250 cod. civ., in contumacia della mamma del minore stesso. Il presunto padre biologico, in ogni caso, proponeva altresì domanda riconvenzionale di disconoscimento di paternità.

    Con la sentenza di cui si tratta il Tribunale di Vicenza ha dichiarato la nullità del riconoscimento del figlio naturale, rigettando la domanda riconvenzionale svolta dal convenuto in quanto tardiva.

    Il provvedimento in commento costituisce una significativa applicazione della disciplina internazionale in materia di competenza giurisdizionale e legge applicabile nelle controversie in ambito di filiazione.

    Nella medesima sentenza, il Tribunale ha avuto inoltre modo di disquisire in ordine ad altre questioni di diritto che verranno di seguito esposte.

  • Il Tribunale di Catanzaro conferma la prassi di Brescia in merito alla competenza sui procedimenti ex art. 333 cod. civ. (nota a ordinanza Tribunale di Catanzaro, Sezione Feriale, 31 luglio 2013 *)

    PREMESSA

    Come ormai noto, la legge n. 219/2012 ha modificato l’art. 38 Disp. Att. cod. civ. riducendo le attribuzioni del Tribunale per i Minorenni.

    Vero è anche che la citata norma è stata riscritta in modo poco chiaro e si è prestata (e si presta tuttora) ad una notevole attività interpretativa soprattutto con riferimento alla corretta individuazione dell’autorità giudiziaria a cui competa provvedere nell’interesse del minore nei casi in cui si prospetti la necessità di interventi limitativi della potestà genitoriale.

    Proprio in relazione a questo argomento, è bene ricordare che il novellato art. 38 Disp. Att. Cod. civ. prevede oggi che il Tribunale per i Minorenni resti competente per i provvedimenti in caso di condotta del genitore pregiudizievole ai figli (ex art. 333 c.c.), purché non sia “in corso” tra le parti un giudizio di separazione o divorzio o relativo all’esercizio della potestà genitoriale ex art. 316 cod. civ. In tali casi, infatti “per tutta la durata del processo la competenza […] spetta al giudice ordinario”.

    Nell’attività interpretativa della novellata norma codicistica è certamente apprezzabile il Protocollo d’intesa del Tribunale Ordinario e del Tribunale per i Minorenni di Brescia.

    Con la predisposizione e diffusione di tale Protocollo, il Tribunale Ordinario ed il Tribunale per i Minorenni di Brescia si sono invero  prefissi lo scopo di  superare le pericolose disarmonie venutesi a creare con riferimento all’individuazione dell’autorità giudiziaria tenuta a provvedere nell’interesse del minore nei casi in cui si prospetta la necessità di interventi limitativi dell’esercizio della potestà genitoriale.

    Del resto le Linee Guida del Consiglio d’Europa del 17 novembre 2010, fatte proprie dall’Unione Europea, tendono proprio a far sì che vengano promosse delle “azioni a misura di minore” per evitare ritardi ingiustificati nella loro tutela.

    Tra le attività previste, ricorda il suddetto Protocollo,  rientra anche la predisposizione di strumenti volti ad assicurare che tutti i professionisti interessati che lavorano a contatto con i minori, ricevano delle istruzioni concrete al fine di garantire ed attuare adeguatamente i diritti dei minori.

    IL CASO: IL RIPARTO DI COMPETENZA IN PENDENZA DI GIUDIZIO DI SEPARAZIONE

    Il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro trasmetteva al Tribunale Ordinario della stessa città, procedimento ex art. 333 cod. civ. promosso da parte del Pubblico Ministero, rilevando che pendeva procedimento per separazione tra i genitori del minore interessato.

    Il Tribunale Ordinario, appurando però che il giudizio di separazione tra i genitori si era in realtà estinto successivamente alla proposizione del ricorso presentato dal Pubblico Ministero presso il Tribunale per i Minorenni, dichiarava la propria incompetenza e disponeva la restituzione degli atti al Tribunale per i Minorenni di Catanzaro.

    Il Tribunale Ordinario sottolineava invero che la vis actractiva dei procedimenti ex art. 333 cod. civ., prevista dalla novella legislativa, opera soltanto laddove il procedimento separativo (ovvero il giudizio di separazione o di divorzio o ex art. 316 cod. civ.) sia “in corso” e “per tutta la durata del medesimo”.

    Lo stesso Tribunale , richiamando il Protocollo d’intesa tra il Tribunale Ordinario ed il Tribunale per i Minorenni di Brescia, evidenziava che allorquando il procedimento separativo sia in fase di quiescenza e non vi sia giudice che stia trattando attivamente la causa, la competenza a trattare il procedimento vada ravvisata in capo al Tribunale per i Minorenni.

    In relazione al riparto di competenza tra Tribunale Ordinario e Tribunale per i Minorenni per i procedimenti ex art. 333 cod. civ., il Protocollo di Brescia è quindi attualmente considerato tra le migliori prassi applicative  e certamente è da segnalare per la sua completezza e chiarezza.

    Il Protocollo, invero, chiarisce anche che la competenza del Tribunale ordinario per i provvedimenti de potestate presuppone che nel giudizio “in corso” si controverta su problematiche relative ai minori, con la conseguenza che, qualora sia stata già pronunciata una sentenza non definitiva che abbia risolto la questione dell’affidamento dei figli e sono in discussione solo le questioni di carattere economico la competenza ad emettere i provvedimenti di cui all’art. 38, I comma Disp. Att. cod. civ., resterà in capo al giudice minorile.

    Parimenti, sempre secondo il Protocollo di Brescia, sarà competente il Tribunale per i Minorenni nel caso in cui il processo penda in secondo grado ma l’impugnazione non investa le questioni relative all’affidamento dei minori.

    * Nota a ordinanza dell’avv. Patrizia D’Arcangelo, pubblicata su “Questioni di Diritto di Famiglia” – Maggioli Editore

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  • REPETITA IUVANT: regole per domiciliarsi presso il nostro studio in Bergamo

    Le regole per domiciliarsi presso il nostro studio sono tutte indicate su questa pagina da diverso tempo ormai.

    Eppure riceviamo ancora pratiche incomplete (una volta manca la nota di iscrizione a ruolo, un’altra volta manca il contributo unificato, una volta  manca il fondo spese, un’altra volta gli atti vengono inviati con scadenza in giornata e, altre volte, manca addirittura quasi tutto).

    Nell’interesse di tutti e affinchè si lavori in serenità e con professionalità, pare quindi necessario ricordare che presso il nostro studio è possibile domiciliarsi  alle seguenti condizioni:

    1) invio di un congruo fondo spese da concordarsi

    2) invio del contributo unificato

    3) invio della nota d’iscrizione a ruolo correttamente compilata

    4) invio del fascicolo di parte debitamente preparato (e pinzato!)

    5) invio di precise istruzioni circa il deposito o la notifica dell’atto inviato con l’indicazione esplicita della scadenza da rispettare

    6) invio di istruzioni d’udienza scritte, precise e dettagliate

    7) ogni memoria da depositare deve essere inviata almeno in triplice copia (originale, copia per ufficio, copia per ogni controparte)

    8 ) ogni atto ed ogni documento da depositare deve arrivare presso il nostro studio almeno 3 giorni prima della scadenza.

    Sia chiaro che si tratta di REGOLE GENERALI ed eventuali deroghe potranno e dovranno essere concordate.

    _________________________________________________________________________________________________________Vi Vi ricordiamo i nostri contatti:
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