Archive for the ‘diritto costituzionale’ Category

referendum 2011L’art. 1 della Costituzione recita testualmente:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Si parla di democrazia diretta quando il Cittadino diviene egli stesso Legislatore.

Tra gli strumenti di democrazia diretta riconosciuti in Italia, v’è sicuramente il REFERENDUM.

Il Referendum a livello Nazionale può essere ABROGATIVO (art. 75 COST.) o CONFERMATIVO (art. 138 COST).

Il 12 ed il 13 giugno 2011 si terrà un importante Referendum abrogativo in cui verranno formulati ben quattro quesiti.

Uno dei quesiti, proposto dall’Italia dei Valori, riguarderà il c.d. “Legittimo Impedimento”.

Cerchiamo innanzitutto di comprendere che cosa s’intende per LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

Il codice di procedura penale (art. 420 ter c.p.p.) riconosce agli imputati il diritto di farsi spostare un’udienza di un processo che li riguarda nel caso in cui siano impossibilitati a comparire “per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento”. La stessa norma prevede che debba essere il Giudice a valutare quando l’impedimento a comparire possa essere considerato legittimo (tipico è il caso in cui l’imputato sia malato).

Ora, con Legge n. 51 del 2010 (arrt. 1 e 2) è stato disposto che nei procedimenti penali in cui è imputato il Presidente del Consiglio dei Ministri, quest’ultimo sia legittimato a non comparire in udienza qualora sia impegnato nello svolgimento delle proprie attribuzioni. Al verificarsi di tali ipotesi, secondo tale legge, il Giudice non può fare altro che rinviare il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può, comunque, essere superiore a 6 mesi. La stessa legge riconosce poi un simile trattamento “speciale” anche in favore degli altri Ministri del Governo imputati in procedimenti penali.

Ecco il testo della legge in argomento:

LEGGE 7 aprile 2010 n.51 (in Gazz. Uff., 8 aprile, n. 81). – Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza.
Articolo 1
1. Per il Presidente del Consiglio dei Ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato, il concomitante esercizio di una o piu’ delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, delle relative attivita’ preparatorie e consequenziali, nonche’ di ogni attivita’ comunque coessenziale alle funzioni di Governo.
2. Per i Ministri l’esercizio delle attivita’ previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonche’ di ogni attivita’ comunque coessenziale alle funzioni di Governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati.
3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti rinvia il processo ad altra udienza (1).
4. Ove la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l’impedimento e’ continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non puo’ essere superiore a sei mesi (2).
5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per l’intera durata del rinvio, secondo quanto previsto dell’articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale.
6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.
Articolo 2
1. Le disposizioni di cui all’articolo 1 si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri, nonche’ della disciplina attuativa delle modalita’ di partecipazione degli stessi ai processi penali e, comunque, non oltre diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvi i casi previsti dall’articolo 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Con il Referendum abrogativo del “legittimo impedimento”, i cittadini italiani sono stati quindi chiamati a d abrogare (cioè ad annullare) i suddetti articoli della Legge n. 51/2010.

Chi si recherà alle urne, troverà quindi la seguente domanda:

“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.

Pertanto chi voterà per il “”, voterà affinché vengano abrogate (cioè annullate/eliminate) le norme che dispongono un “legittimo impedimento speciale” in favore del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei singoli Ministri imputati in procedimenti penali.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

patty riccia

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Intervista all'avv. D'Arcangelo
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