• Diritto del lavoro. Mobbing del lavoratore: che cos’è?

    mobbing lavoratoreIl concetto di Mobbing racchiude in sé una serie di fenomeni e comportamenti che fino a qualche tempo fa erano studiati singolarmente come episodi di lesione alla salute del lavoratore.

    Con il termine Mobbing intendiamo una serie di comportamenti vessatori posti in essere da uno o più soggetti diversi per danneggiare in modo sistematico un lavoratore nel suo ambiente di lavoro (Cass. Sez. Unite n. 8438/2004).

    Il fenomeno del Mobbing può essere Verticale (quando le vessazioni sono rivolte nei confronti di un lavoratore ad opera dei superiori gerarchici) od Orizzontale( quando le vessazioni sono rivolte nei confronti di un lavoratore ad opera dei colleghi).

    Il concetto di Mobbing consente di arrivare a qualificare come tale ed a sanzionare una serie di comportamenti che, valutati singolarmente, potrebbero anche non contenere elementi di illiceità ma che, considerati unitariamente ed in un contesto “mobbizzante”, assumono un particolare valore molesto ed una finalità persecutoria, che non sarebbe stato possibile apprezzare senza il quadro d’insieme che il mobbing consente di valutare.

  • Maltrattamenti in famiglia: in caso di maltrattamenti ai danni della madre, anche i figli sono da considerarsi vittime

    maltrattamenti famiglia minoriSono soggetti passivi del delitto di maltrattamenti in famiglia previsto dall’art. 572 del codice penale anche i figli minori  nel caso in cui le vessazioni continue (ingiurie, percosse, minacce lievi,atti di umiliazione generici) siano rivolte principalmente alla loro madre.

    La Corte di Cassazione ha infatti di recente statuito che “Lo stato di sofferenza e di umiliazione delle vittime non deve necessariamente collegarsi a specifici comportamenti vessatori posti in essere nei confronti di un determinato soggetto passivo, ma può derivare anche da un clima generalmente instaurato all’interno di una comunità in conseguenza di atti di sopraffazione indistintamente e variamente commessi a carico delle persone sottoposte al potere dei soggetti attivi, i quali ne siano tutti consapevoli, a prescindere dall’entità numerica degli atti vessatori e dalla loro riferibilità ad uno qualsiasi dei soggetti passivi” (Cass. Pen. Cassazione penale , sez. V, sentenza 22.11.2010 n° 41142)