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Le caratteristiche delle spese straordinarie: imprevedibilità ed imponderabilità

Una delle annose questioni del diritto di famiglia riguarda la corretta individuazione delle spese straordinarie dei figli.

Gli operatori del diritto si trovano infatti spesso nella difficile situazione di dover comprendere quali spese rientrino nell’ordinario assegno di mantenimento mensile e quali, invece, debbano essere considerate straordinarie e vadano quindi rimborsate a parte.

Sussistendo un assoluto vuoto legislativo in proposito, non resta che cercare una risposta nella giurisprudenza.

Quanto all’assegno ordinario mensile, da sempre la Corte di legittimità sostiene che esso debba soddisfare una molteplicità di esigenze dei figli certamente non riconducibile soltanto all’obbligo alimentare ma inevitabilmente estese anche all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione – fin quando la loro età lo richieda – di una stabile organizzazione domestica, adeguata a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione (1).

Per quanto concerne, invece, le spese straordinarie, in una recente pronuncia della Suprema Corte vengono definite come quelle che “per la loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli” (Cass. Civ., 8 giugno 2012, n. 9372). Essendo quindi caratterizzate da imprevedibilità ed imponderabilità, puntualizzano gli Ermellini, le spese straordinarie non possono essere stabilite in via forfettaria ed aprioristica. Diversamente si violerebbe il principio logico secondo cui soltanto ciò che è determinabile può essere quantificato (2).

Una definizione maggiormente esaustiva è però giunta, come spesso avviene, dalla giurisprudenza di merito.

Meritevole di apprezzamento è, al riguardo, una sentenza del 22 novembre 2011 del Tribunale di Prato con la quale è stato chiarito che “nel concetto di spese straordinarie rientra (…) tutto ciò che è extra ordinem in senso soggettivo ed oggettivo. In senso soggettivo perché deve trattarsi di spese non prevedibili ex ante e pertanto non quantificabili al momento della determinazione giudiziale dell’assegno di mantenimento. In senso oggettivo, perché tali spese devono essere di ammontare tale da non poter essere coperte dall’assegno di mantenimento, il cui importo (…) deve essere parametrato non solo alle esigenze del beneficiario, ma anche alle possibilità economiche dell’obbligato” (3).

Va da sé che, alla luce dei suddetti requisiti, “le spese straordinarie non si prestano ad un’elencazione specifica da parte del Giudice, la quale non potrebbe che avere sempre e comunque carattere esemplificativo”.

Non solo. Nella stessa pronuncia il Tribunale di Prato ha colto l’occasione per precisare che anche nello stesso settore una spesa può essere ordinaria o straordinaria: “nel caso delle spese mediche, ad esempio, non possono rientrare fra le spese ordinarie quelle erogate per le medicine necessarie a curare, ad esempio, un’influenza, mentre sono straordinarie (…) quelle per un intervento chirurgico o per una terapia a seguito di un infortunio”.

E’ bene infine evidenziare che una risalente (e consolidata) sentenza della Suprema Corte ha precisato che il concetto di “spese straordinarie” non coincide con quello di “decisioni di maggiore interesse per i figli”. Ne consegue che soltanto le spese straordinarie che comportino decisioni di maggiore interesse devono essere concordate tra i genitori. Qualora, al contrario, le spese straordinarie non importino assunzioni di decisioni di maggior interesse per i figli non sussiste un preventivo obbligo di concertazione tra i genitori (4).

Stante quanto appena detto, laddove le spese straordinarie non siano diretta conseguenza di scelte di notevole rilevanza operate nell’interesse del minore, il genitore non affidatario ne è tenuto al pagamento, senza diritto di intervenire nel processo decisionale che ha portato alla formazione della spesa, sempre che le erogazioni non superino i limiti della necessità e della congruenza. Al contrario, ove le spese straordinarie trovino il proprio fondamento in decisioni di particolare importanza, il genitore non affidatario (o non collocatario) ha diritto ad essere coinvolto in tali scelte (5).

La casistica giurisprudenziale

Nella materia de qua la casistica giurisprudenziale è tutt’altro che avara.

Percorrendo un breve tour nella prassi della giurisprudenza di merito a prima vista può sembrare che i Tribunali giungano spesso a soluzioni diametralmente opposte.

In realtà, dato che le spese straordinarie sono quelle che, per la loro imprevedibilità ed imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, prima di qualificare una spesa come ordinaria o come straordinaria, occorre prendere in considerazione anche il particolare contesto socio-economico in cui sono inseriti i figli stessi.

In altre parole, non è possibile stabilire in via generale se una spesa è ordinaria o straordinaria: la sua collocazione nell’una o nell’altra categoria potrà infatti variare a seconda delle diverse circostanze del caso concreto.

Tra le varie sentenze che trattano l’argomento in esame, degna di nota è la n. 967/2011 del Tribunale di Perugia ove è stata ritenuta spesa straordinaria quella dell’acquisto dell’apparecchio ortodontico. Nel caso di specie, il suo costo elevato (pari a più assegni di mantenimento), escludeva che potesse trattarsi di una spesa ordinaria, diversamente avrebbe impedito la soddisfazione delle esigenze minimali di vita dei figli. Tuttavia lo stesso Tribunale ha chiarito che tale spesa, per essere rimborsabile, deve comunque essere concordata dai genitori, dato che non si tratta di spesa sanitaria urgente ma tranquillamente programmabile.

Sempre con riferimento alle spese di tipo sanitario, altra giurisprudenza di merito ha escluso che possa attribuirsi il carattere di straordinarietà a taluni farmaci affermando che “rientrano nell’assegno mensile di mantenimento le spese per medicinali come antibiotici, antipiretici, sciroppi espettoranti, necessari per fronteggiare situazioni che rientrano nella normale gestione di vita quotidiana di un minore che sono di uso frequentissimo”. (6)

Ancora in relazione alle spese mediche, il Tribunale di Catania ha precisato che si devono ritenere ordinarie le spese sanitarie relative ad una normale visita di controllo o all’acquisto di medicinali da banco. Sono invece da considerare straordinarie tutte le altre, connesse, per esempio, a visite e cure specialistiche (7).

Passando ora ad un altro genere di spese, merita attenzione una singolare richiesta di rimborso formulata innanzi al Tribunale di Piacenza. In questo caso la moglie aveva chiesto il rimborso dei premi pagati per la polizza RcA e delle spese del carburante dell’auto guidata dal figlio. Il collegio di prime cure ha rigettato tale richiesta essendo l’auto intestata alla madre e non sussistendo comunque la prova che fosse il figlio a farne uso. Parimenti ha provveduto a rigettare la richiesta di rimborso per le spese di abbigliamento, quelle per la frequenza ad un Club (trattandosi di una spesa voluttuaria che andava concordata tra i coniugi) e quelle per l’acquisto di un Personal Computer (8). Lo stesso Tribunale ha invece ritenuto che dovessero essere rimborsate le seguenti spese: quelle relativa all’iscrizione in palestra ed allo svolgimento di attività sportiva (9); le spese relative alla pensione completa ed al servizio di ombrellone in spiaggia usufruiti presso un hotel nel periodo estivo e quelle relative all’acquisto di testi universitari. (10).

Restando nell’ambito delle spese scolastiche, è significativo il Tribunale di Monza (11) il quale ritiene che debbano intendersi come spese straordinarie quelle relative alle tasse scolastiche ed universitarie, alle rette, alle gite scolastiche, al materiale didattico ed ai libri di testo (lo stesso orientamento si rinviene anche in altri Tribunali) (12).

Al riguardo è di diverso avviso il Tribunale di Como, il quale ha ritenuto che non siano spese straordinarie rimborsabili quelle relative alla retta scolastica di un Istituto Superiore Privato. Il Tribunale ha infatti affermato che “non possono definirsi straordinarie in senso logico-giuridico, poiché attengono ad esborsi ricorrenti su base annua nonché del tutto prevedibili sia nell’an, sia nel quantum una volta che si faccia la scelta di iscrivere il minore ad un istituto di istituzione privato” (13).

E’ interessante notare la giurisprudenza di merito che si è formata in ordine alla spesa della mensa scolastica. L’orientamento maggioritario (14) ritiene che non si tratti di spesa straordinaria in quanto meramente sostitutiva del pasto casalingo e comunque relativa al vitto quotidiano. Sussiste tuttavia l’opinione discordante del Tribunale di Bergamo ove la spesa della mensa scolastica viene ritenuta rimborsabile al di fuori dell’ordinario assegno mensile di mantenimento (15).

Protocolli significativi

Dato che spesso l’inquadramento di una spesa è motivo di contrasto tra i coniugi ed i loro difensori, alcuni Tribunali hanno stilato dei Protocolli con la collaborazione dei rispettivi Consigli dell’Ordine o di Associazioni Forensi presenti sul territorio.

Lo scopo perseguito è ovvio: ridurre ai minimi termini le conflittualità già inevitabilmente presenti all’interno di una coppia in crisi.

In questo senso è certamente emblematico il Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Tribunale di Bergamo, l’AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minori) e l’APF (Associazione Provinciale Forense) ove viene convenuto che le spese straordinarie siano ripartite tra i genitori al 50% tra loro e che le spese che si rendessero necessarie per la prole seguano il seguente schema:

spese mediche che non richiedono il preventivo accordo: a) visite specialistiche prescritte dal medico curante; b) cure dentistiche presso strutture pubbliche; c) accertamenti e trattamenti sanitari non erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; d) tickets sanitari;

spese mediche che richiedono il preventivo accordo: a) cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche; b) cure termali e fisioterapiche; c) accertamenti e trattamenti sanitari erogati anche dal Servizio Sanitario Nazionale; d) farmaci particolari;

spese scolastiche che non richiedono il preventivo accordo: a) tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti pubblici; b) libri di testo e materiale di corredo scolastico di inizio anno; c) gite scolastiche senza pernottamento; d) trasposto pubblico; e) mensa;

spese scolastiche che richiedono il preventivo accordo: a) tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti privati; b) corsi di specializzazione; c) gite scolastiche con pernottamento; d) corsi di recupero e lezioni private; e) alloggio presso la sede universitaria;

spese extrascolastiche che non richiedono il preventivo accordo: a) tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola; b) centro ricreativo estivo e gruppo estivo;

spese extrascolastiche che richiedono il preventivo accordo: a) corsi di istruzione, attività sportive, ricreative e ludiche e pertinenti attrezzature; b) spese di custodia (baby sitter); c) viaggi e vacanze.

Nel protocollo viene comunque precisato che ogni spesa deve essere documentata.

Certamente apprezzabili sono anche i Protocolli elaborati presso il Tribunale di Firenze e presso il Tribunale di Lucca.

In entrambi i documenti vengono analiticamente elencate le spese nell’interesse dei figli da considerarsi straordinarie:

1.       Spese mediche, sanitarie, odontoiatriche, farmaceutiche, psicoterapiche, ivi compresi i tickets (che dovranno essere comprovate da prescrizione medica e da indicazione del codice fiscale su ciascun scontrino);

2.       Spese scolastiche come rette, tasse d’iscrizione, libri di testo, corredo d’inizio anno scolastico, scuolabus o altro mezzo di trasporto, gite scolastiche e viaggi d’istruzione, ripetizioni, alloggio e relative utenze nella sede universitaria frequentata dai figli;

3.       Spese per attività sportive, artistiche, ricreative e si svago; spese di iscrizione e frequenza di corsi e relative attrezzature;

4.       Spese di custodia dei figli minorenni (baby sitter) se rese necessarie per impegni lavorativi di entrambi i genitori, in caso di malattia della prole infradodicenne e/o del genitore affidatario in mancanza di parenti disponibili o di altre alternative gratuite;

Singolare la disposizione dei Protocolli in questione laddove prevedono che rientrino tra le spese straordinarie anche le spese per il mantenimento e la cura di animali domestici già facenti parte del nucleo familiare e che restino presso il genitore collocatario dei figli.

Molto meno dettagliati ma comunque meritevoli di nota sono poi il Protocollo per il Processo di Famiglia elaborato presso il Tribunale di Verona ed il Protocollo per i Procedimenti di separazione e divorzio tra i coniugi predisposto presso il Tribunale di Milano.

Entrambi si limitano a dare alcuni brevi suggerimenti senza però fornire un elencazione minuziosa delle spese straordinarie.

In particolare, nei Protocolli in argomento, si auspica che i difensori delle parti non si limitino ad utilizzare il termine “spese straordinarie” e provvedano, invece, ad indicare in modo dettagliato quale siano le ulteriori spese, rispetto al contributo fisso mensile, che i coniugi dovranno corrispondere pro quota. Negli stessi protocolli viene inoltre auspicato che vengano indicate le modalità di pagamento fra i coniugi e specificato che, nel caso di spese medico-sanitarie, esse non necessitano di essere previamente concordate qualora urgenti, fermo restando il rispetto della reciproca tempestiva informazione.

In conclusione, possiamo validamente ritenere che, allo stato attuale, pur essendo impossibile determinare in via generale quali siano le spese straordinarie, l’ampia prassi giurisprudenziale ed i Protocolli studiati ed attuati presso i succitati Tribunali possono comunque essere un valido aiuto nella risoluzione di ogni singolo caso concreto.

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(1) Cfr. Cass. Civ., Sez. I, 14 maggio 2010, n. 11772; Cass. Civ., Sez. I, 24 febbraio 2006, n. 4203; n. Cass. Civ., Sez. I, 14 febbraio 2003, n. 2196; Cass. Civ., Sez. I, 19 marzo 2002, n. 3974; Cass. Civ., Sez. I, 8 novembre 1997, n. 11025.

(2) In questo senso si veda anche Corte d’Appello di Napoli, 6 giugno 2008, n. 2201: “L’assegno concesso al coniuge per il mantenimento dei figli minori non può avere natura forfettaria, nel senso di includere comunque, anche eventuali spese straordinarie. Talune di queste spese, infatti, possono essere non solo imprevedibili ma anche imponderabili tanto che il fatto che vengano incluse comunque nell’assegno di mantenimento così come è quantificato, potrebbe determinare una compressione dei diritti del minore a vedere soddisfatte tutte quelle particolari esigenze che possono inaspettatamente presentarsi nel corso della vita e che necessitano di interventi economici straordinari”

(3) Una definizione analoga si rinviene in Tribunale di Messina, sez. I, 14 giugno 2005, ove si legge che “spese straordinarie sono le spese inerenti al mantenimento, all’istruzione o all’educazione dei figli, rese necessarie da avvenimenti o scelte che trascendono le loro normali e prevedibili esigenze di vita quotidiana, così come anche valutate dal giudicante al momento in cui stabilisce la misura dell’assegno di mantenimento”.

(4) Cass. Civ., Sez. I, 5 maggio 1999, n. 4459.

(5) In tal senso: Cass. Civ., Sez. I, 7 aprile 2005, n. 925.

(6) Corte d’Appello di Catania, 29 maggio 2008.

(7) Tribunale di Catania, 4 dicembre 2008.

(8) Diversamente il Tribunale di Ragusa, n. 278/2011 il quale ritiene che l’acquisto del computer (e quello del motorino) per un adolescente rappresenta oggi un atto doveroso per i genitori e va quindi considerato come spesa straordinaria.

(9) Di opinione in parte discordante è invece la Corte d’Appello di Firenze, Sez. I, 18 novembre 2004 la quale afferma che “Se lo sport non è praticato come una disciplina di tipo didattico, configurandosi come un di più rispetto all’attività di studio propria dei figli, è un lusso se esorbita dalle possibilità economiche familiari; e tale non può avere seguito viste le condizioni economiche delle parti”.

(10) Tribunale di Piacenza, 2 febbraio 2010, n. 82.

(11) Tribunale di Monza, 25 gennaio 2010, n. 295.

(12) Cfr Tribunale di Lamezia Terme, 10 maggio 2004, ove le spese per l’istruzione universitaria sono definite straordinarie.

(13) Tribunale di Como, 14 maggio 2007.

(14) Ad esempio Tribunale di Novara, 26 marzo 2009; Tribunale di Roma, Sez. I, 9 ottobre 2009; Corte d’Appello di Milano, Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia, 22 maggio 2008.

(15) Tribunale di Bergamo, ordinanza del 7 gennaio 2011.

 * Articolo dell’avv. Patrizia D’Arcangelo pubblicato sulla Rivista Questioni di Diritto di Famiglia -Maggioli Editore.
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Spese-straordinarie-figliLa Suprema Corte di Cassazione ha di recente affermato che il provvedimento con cui in sede di separazione (non importa se consensuale o giudiziale, ovvero se provvisorio o definitivo, oppure se presidenziale o meno) si stabilisca, ai sensi dell’art. 155 secondo comma c.c., quale modo di contribuire al mantenimento dei figli, che il genitore non affidatario paghi, sia pure pro quota, le spese mediche e scolastiche ordinarie relative ai figli, costituisce esso stesso titolo esecutivo e non richiede, nell’ipotesi di non spontanea ottemperanza da parte dell’obbligato ed al fine di legittimare l’esecuzione forzata, un ulteriore intervento del giudice, qualora il genitore creditore possa allegare ed opportunamente documentare l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità; ed impregiudicato beninteso il diritto dell’altro genitore di contestare – ex post ed in sede di opposizione all’esecuzione, dopo l’intimazione del precetto o l’inizio dell’espropriazione – la sussistenza del diritto di credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità di individuazione dei bisogni del minore” (Cass. Civ. n. 11316/11).

La Suprema Corte è giunta ad affermare tale principio svolgendo il seguente ragionamento giuridico:

1)   per principio generale, il creditore che abbia ottenuto una pronuncia di condanna nei confronti del debitore ha esaurito il suo diritto di azione e non può, per difetto di interesse, richiedere ex novo un altro titolo (quale il decreto ingiuntivo) contro il medesimo debitore per lo stesso titolo e lo stesso oggetto, benché all’imprescindibile condizione che l’oggetto della condanna sia idoneamente delimitato e quantificato (tra le altre, in ordine agli obblighi idoneamente identificati in un simile provvedimento: Cass. 10 settembre 2004, n. 18248; Cass. 30 giugno 2006, n. 15084), o, a tutto concedere, delimitabile o quantificabile in forza di elementi idoneamente indicati nel titolo stesso ed all’esito di operazioni meramente materiali o aritmetiche (tra le molte: Cass. 8 luglio 1977, n. 3050; Cass. 1 giugno 2005, n. 11677; Cass. 2 aprile 2009, n. 8067; Cass. 30 novembre 2010, n. 24242; Cass. 5 febbraio 2011, n. 2816)

2)   è pur vero che il provvedimento giudiziario con cui in sede di separazione personale si stabilisca, ai sensi dell’art. 155 secondo comma cod. civ., quale modo di contribuire al mantenimento dei figli, che il genitore affidatario paghi, sia pure pro quota, le spese straordinarie (senza altra specificazione) relative ai figli, richiede, nell’ipotesi di non spontanea attuazione da parte dell’obbligato ed al fine di legittimare l’esecuzione forzata, stante il disposto dell’art. 474, primo comma, cod. proc. civ., un ulteriore intervento del giudice, volto ad accertare l’avveramento dell’evento futuro e incerto cui è subordinata l’efficacia della condanna, ossia l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità, non suscettibili di essere desunte sulla base degli elementi di fatto contenuti nella prima pronuncia (Cass. 28 gennaio 2008, n. 1758);

3)   tuttavia evidenti minimali esigenze di effettività della tutela del titolare del particolare credito alimentare di cui sì discute impongono, ad avviso del collegio e se non altro con riferimento allo specifico caso esaminato dalla Suprema Corte, di escludere l’applicazione di tale rigorosa conclusione alle spese mediche e scolastiche ordinarie, in sé sole considerate (quali quelle per cui pacificamente è causa nel caso di specie e con esclusione quindi di spese “straordinarie” intese in senso residuale ed onnicomprensivo) e se opportunamente documentate, perché il titolo esecutivo originario riguarda un credito comunque certo ab origine, oggettivamente determinabile e liquidabile sulla base di criteri oggettivi;

4)   può infatti dirsi che la contribuzione alle (sole) spese mediche e scolastiche ordinarie non si riferisca a fatti meramente eventuali, né a fatti od eventi qualificabili come straordinari, vale a dire come imprevedibili ed ipotetici; rientra infatti nel novero degli eventi classificabili quali statisticamente ordinari o frequenti pure la necessità di esborsi, di cui è variabile effettivamente soltanto la misura e l’entità in rapporto alla perturbazione dello stato di piena salute, per prestazioni mediche, generiche o specialistiche, attesa la normalità del ricorso a queste ultime, anche solo per controlli periodici o di routine;

5)   la contribuzione del genitore è quindi riferita, per le spese meramente mediche e scolastiche (e non anche per quelle genericamente indicate come straordinarie e comunque diverse ed ulteriori), ad eventi di probabilità tale da potersi definire sostanzialmente certi e ad esborsi da ritenersi indeterminati soltanto nel quando e nel quantum;

6)   la determinazione del quantum di tali spese mediche e scolastiche è poi oggettivamente agevole, una volta conseguita la loro prova con documentazione di spesa rilasciata da strutture pubbliche o da altri soggetti che siano specificamente indicati nel titolo o concordati preventivamente tra i coniugi;

Ad ogni modo, chiarisce la Corte di Cassazione, resta del tutto impregiudicato il diritto del genitore obbligato di contestare la riferibilità dell’esborso alla categoria delle spese alla cui contribuzione egli è assoggettato

Tuttavia, tale diritto può bene estrinsecarsi quale contestazione del diritto del creditore ad agire in via esecutiva e quindi nelle forme dell’opposizione all’esecuzione, a precetto o a pignoramento. Si rende così meramente eventuale la fase di contestazione giudiziale e la si riserva alle effettive ipotesi di oggettiva controvertibilità, scongiurando l’ineluttabilità di un ricorso preventivo ed obbligatorio al giudice della cognizione per la formazione di altro titolo esecutivo; del resto, dal rischio di abuso da parte del genitore affidatario l’altro è adeguatamente tutelato, sia pure a prezzo di dispiegare l’opposizione, dalla responsabilità aggravata del creditore che abbia agito in via esecutiva senza la normale prudenza, già prevista dall’attuale formulazione dell’art. 96, comma secondo, cod. proc. civ. (e salva pure l’applicabilità del terzo comma di tale norma, come introdotto dalla legge 18 giugno 2009, n. 69).

spese straordinarie separazioneDopo aver già trattato l’argomento  qui, torno sul controverso tema del rimborso delle spese straordinarie in tema di separazione dei coniugi per pubblicare qualche caso pratico.

Con sentenza n. 82 del 2 febbraio 2010, il Tribunale di Piacenza ha ritenuto che non fossero rimborsabili le seguenti spese:

i premi pagati per la polizza RCA i premi pagati per la polizza RCA, per le riparazioni all’auto e per l’acquisto di carburante, essendo l’auto intestata alla madre e non essendovi prova che sia il figlio a farne uso; le spese documentate da meri scontrini dai quali non emerge la tipologia dell’acquisto o la riferibilità dello stesso figlio; le spese per abbigliamento, in quanto estranee alla nozione di spesa straordinaria; la spesa per la frequenza a un club, trattandosi di spesa voluttuaria, che, come tale, andava concordata tra i coniugi; la spesa di euro 1.699 per l’acquisto di un computer. In relazione a tale ultima spesa il Tribunale di Piacenza ha precisato che “pur se, in quanto tale, l’acquisto di un computer deve ritenersi scelta ragionevole ed addirittura più che utile alle esigenze di uno studente; è invece del tutto irragionevole l’entità di tale spesa, essendo dato di comune esperienza che un buon p.c. può essere acquistato con poche centinaia di euro. La spesa di euro 1.700 per un computer, in ragione della sua entità rispetto al bene acquistato, avrebbe quindi dovuto essere concordata tra i coniugi”.

Il Tribunale di Piacenza ha invece accordato il rimborso, trattandosi effettivamente di spese straordinarie relativamente alle quali vi era prova di pagamento delle seguenti spese: le spese relative all’iscrizione in palestra ed allo svolgimento di attività sportiva; le spese relative all’acquisto di testi universitari; le spese relative alla pensione completa ed al servizio di ombrellone in spiaggia, usufruiti presso un hotel nel periodo estivo.

Il Tribunale Monza, con sentenza n. 295 del 25 gennaio 2010 ha precisato che devono intendersi spese straordinarie scolastiche le seguenti spese: tasse scolastiche ed universitarie, rette, gite scolastiche, materiale didattico e libri di testo.

Con sentenza del 14 maggio 2007, il Tribunale di Como ha ritenuto che non fossero spese straordinarie rimborsabili le spese relative alla retta scolastica di un Istituto Superiore Privato. Il Tribunale ha invero affermato che tali spese “non possono definirsi “straordinarie” in senso logico-giuridico, poiché attengono ad esborsi ricorrenti su base annua nonché del tutto prevedibili sia nell’an sia nel quantum una volta che si faccia la scelta di iscrivere il minore ad un istituto di istruzione privato ; la natura privata dell’ente non rende ovviamente ” straordinaria ” la prestazione da esso resa la quale attiene all’obbligo legale della istruzione, e alla scelta genitoriale di assolvere detto obbligo rivolgendosi ad un soggetto di provata esperienza nel campo educativo e didattico; d’altro canto dette spese non possono ritenersi neppure “ordinarie” nel senso del riferimento all’ordinario mantenimento dei due minori: se così fosse, infatti, esse sarebbe state prese in considerazione ai fini della quantificazione dell’assegno mensile di mantenimento a carico del padre, il che invece certamente non è avvenuto”.

Spese-straordinarie-figli separazioneNel decreto di omologa e nella sentenza di separazione, si stabilisce in genere che il coniuge non affidatario o “non collocatario” sia obbligato a corrispondere all’altro coniuge una somma mensile a titolo di contributo al mantenimento del figlio, nonché il 50% delle spese straordinarie che dovessero essere eventualmente affrontate sempre nell’interesse del figlio.

Comprendere con precisione quali siano le “spese straordinarie” è impresa abbastanza ardua.

Purtroppo né alcuna fonte normativa, né alcuna sentenza della Suprema Corte di Cassazione hanno mai fornito un elenco dettagliato delle spese da definirsi straordinarie e di quelle che non lo sono.

In questi casi, in genere si ricorre pertanto alla logica ed al buon senso.

Normalmente si ritiene che si possano individuare come spese ordinarie e, pertanto, non rientranti nel concetto di spese straordinarie, quelle attinenti l’acquisto di materiale di cancelleria scolastico, il vestiario, gli zaini, il buono per la mensa scolastica ( in quanto relative all’alimentazione e comprese nell’assegno mensile).

Sono, invece, rientranti nel novero delle spese straordinarie quelle inerenti le spese mediche per patologie particolari ed imprevedibili, lo scuola-bus, un viaggio effettuato dal figlio nel periodo estivo per un corso di lingua straniera, diversamente dal caso di un viaggio di istruzione organizzato dall’istituto scolastico.

Con sentenza del  4/12/08, proc. n. 12225/06 R.G. il Tribunale Civile di Catania ha ritenuto straordinarie, quelle diverse dal mantenimento ordinario nel cui ambito a titolo esemplificativo rientrano “quelle alimentari, di igiene personale, vestiario, ricreative, nonché quelle per regali, spostamenti urbani ed acquisto di libri. Con particolare riguardo a quelle sanitarie, sono da ritenersi ordinarie quelle relative ad una normale visita pediatrica di controllo o all’acquisto di medicinali da banco, mentre straordinarie quelle connesse a visite specialistiche”.

Di seguito riporto comunque un mio personalissimo elenco di quelle che normalmente vengono considerate SPESE STRAORDINARIE delle quali è possibile richiedere il rimborso al 50% senza il pericolo di incorrere in opposizioni e/o contestazioni:

quanto alle spese medico-sanitarie: cure dentistiche ed ortodontiche, pratica di particolari terapie, quali cure termali o fisioterapiche, acquisto di particolari farmaci;

quanto alle spese scolastiche: corsi di specializzazione, lezioni private o corsi di recupero, corsi estivi e/o grest, spese per permanenza fuori casa;

quanto alle spese ricreativive, sportive ed extrascolastiche: gite scolastiche, hobbies, iscrizioni a corsi, attività sportive e/o ricreative, abbonamenti a riveste, viaggi

quanto alle spese impreviste per accudimento: baby sitter

Avv. Patrizia D’Arcangelo

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