Posts Tagged ‘responsabilità genitori’

A grande richiesta il prossimo 25 gennaio, dalle ore 14.30 si terrà per la prima volta on line (sulla pagina web http://iusit.net/attivita/le-nuove-frontiere-del-bullismo/ ) il noto Convegno “Le Nuove Frontiere del Bullismo” organizzato dall’Associazione culturale Iusit.net.

Scopo del seminario è quello di sensibilizzare cittadini ed istituzioni al problema del bullismo e del cyberbullismo e fare in modo che tutti acquisiscano la necessaria conoscenza delle responsabilità sottese al fenomeno in esame.

Ad affrontare un tema quanto mai di attualità, come testimoniano i recenti fatti di cronaca, saranno avvocati esperti della materia.

Nel corso del webinar verrà innanzitutto fornita una lucida analisi dell’estensione del fenomeno in Italia e degli interventi preventivi e correttivi a cui sono chiamati gli Istituti Scolastici alla luce, tra l’altro, delle più recenti direttive ministeriali.

Verranno altresì chiarite le responsabilità penali e civili conseguenti agli atti di bullismo che vedono coinvolti i bulli minorenni, i genitori degli stessi e le scuole.

Successivamente ci si occuperà in modo diretto del cyberbullismo. Non si può infatti ignorare che il web, pur favorendo grandi opportunità sociali, può anche diventare un veicolo per comportamenti scorretti, soprattutto tra i più giovani.

A questo proposito sarà particolarmente interessante ascoltare gli interventi dei relatori volti ad illustrare con chiarezza le responsabilità degli internet provider e dei soggetti che hanno il dovere di controllare l’uso degli strumenti informatici e telematici.

Vi aspettiamo numerosi e ricordiamo che l’accesso al webinar è completamente gratuito.

Questo il programma dell’evento:

Avv. Patrizia Polizzotto – avvocato iscritto all’Ordine di Palermo – I Bullismi, le scuole ed il territorio

Avv. Patrizia D’Arcangelo – avvocato iscritto all’Ordine di Bergamo – Responsabilità civili e penali conseguenti agli atti di bullismo

Avv. Mario Sabatino – avvocato iscritto all’Ordine di Roma – Bullismo su internet: la responsabilità degli internet provider

Avv. Luca M. de Grazia – avvocato iscritto all’Ordine di Frosinone – Le responsabilità di chi ha il dovere di esercitare il controllo nell’uso degli strumenti informatici e telematici

Molto più spesso di quanto si possa immaginare, dei genitori increduli e disorientati si trovano ad essere chiamati in giudizio per risarcire i danni asseritamente causati dai loro figli minorenni.

L’art. 2048 cod. civ. stabilisce che “il padre e la madre (…) sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati (…) che abitano con essi”. Essi sono liberati da tale responsabilità “soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”.

Pertanto, quando i genitori vengono chiamati in causa per i danni cagionati dai propri figli, è sempre necessario prendere in esame il fatto in sé, per accertare quali erano, in concreto, le possibilità reali del genitore nelle circostanze particolari del caso.

Solo accertando le cause del fatto e la responsabilità del minore sarà possibile sapere se il genitore, usando una maggiore cautela, avrebbe avuto la possibilità di impedirlo.

In altri termini, bisogna chiedersi: il fatto realizzato dal minore capace presenta caratteristiche tali che il genitore, usando le normali cautele, avrebbe potuto impedirlo?

Se la risposta è positiva, allora il genitore sarà responsabile. Ma se il fatto è stato compiuto entro quella certa sfera di libertà che normalmente può essere concessa al minore e non presenta deficienze addebitabili al genitore, allora non sarà possibile parlare di responsabilità di quest’ultimo.

Del resto, la Suprema Corte afferma da tempo che “la prova liberatoria a carico del genitore di non aver potuto impedire il fatto si concreta normalmente nella dimostrazione di aver impartito al minore un’educazione conforme alle sue condizioni familiari e sociali e di aver esercitato una vigilanza adeguata all’età, al carattere ed all’indole del medesimo. Trattandosi di obblighi strettamente correlati, la vigilanza deve essere intesa in senso non assoluto ma relativo, cosicché non occorre dimostrare la interrotta presenza fisica del genitore accanto al minore qualora, avuto riguardo all’età in relazione all’educazione impartita e al livello di maturità raggiunto, nonché alle caratteristiche dell’ambiente in cui viene lasciato libero di muoversi, risultino correttamente impostati i rapporti del minore stesso con la vita extrafamiliare, facendo ragionevolmente presumere che non possono costituire fonte di pericolo per sé e per i terzi (si vedano, ad esempio, Cass. Civ. n. 2738/1988 e Cass. Civ. n. 4481/2001).

Avv. Patrizia D’Arcangelo

patty riccia

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Intervista all'avv. D'Arcangelo
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