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ESAME AVVOCATO BRESCIAMancano ormai poche ore e verrà finalmente reso noto l’elenco dei praticanti avvocati che hanno superato la prova scritta dell’Esame di Stato tenutosi presso la Corte d’Appello di Brescia.

Immagino l’ansia di questi ultimi attimi di attesa.  In bocca al lupo a tutti!

Ecco il comunicato pubblicato pochi giorni fa sul sito dell’Ordine degli Avvocati Brescia .

CORTE DI APPELLO DI BRESCIA

ESAMI AVVOCATO – SESSIONE 2010

 

INFORMAZIONI PER L’UTENZA A CURA DELLA SEGRETERIA ESAMI AVVOCATO

PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI BRESCIA.

Il giorno 24 giugno 2011, sarà pubblicato l’elenco dei candidati ammessi alla prova orale.

Tale elenco sarà consultabile dalle ore 18.00 del giorno 24 giugno 2011 sui siti:

www.giustizia.brescia.it

www.ordineavvocatibrescia.it

www.tribunale.brescia.it,

e disponibile presso la segreteria esami avvocato dal giorno 27 giugno 2011.

Non saranno rilasciate informazioni telefoniche riguardanti le votazioni o l’ammissione dei singoli candidati alle prove orali.

I candidati ammessi all’esame orale riceveranno, a mezzo posta raccomandata, una convocazione per il primo appello (o pre appello),

completa di indicazione dei voti conseguiti nelle prove scritte, della sottocommissione cui il candidato è stato assegnato, delle materie prescelte e della data entro la quale devono far pervenire alla segreteria esami avvocato della Corte di Appello di Brescia l’eventuale richiesta per sostenere l’esame in pre appello nelle date indicate.

Pertanto si prega di non telefonare o recarsi presso la segreteriaper richiedere queste informazioni.

L’elenco dei candidati che hanno sostenuto le tre prove scritte dell’esame avvocato, completo delle votazioni conseguite, sarà trasmesso anche agli ordini forensi del distretto per agevolare l’utenza che potrà così reperire le informazioni di suo personale interesse nella propria sede, personalmente o a mezzo di delegato.

Dopo il primo appello, i candidati ammessi riceveranno una seconda convocazione contenente data ed ora del proprio esame secondo un calendario d’esame definito da ciascuna sottocommissione in ordine alfabetico a partire dalla lettera già sorteggiata in occasione delle prove scritte ovvero la lettera M.

La mancata presentazione del candidato sia al primo che al secondo appello comporta la perdita del diritto all’esame ai sensi dell’art. 26 R.D. 22 gennaio 1934, n.37 e succ. mod.

Tutti i candidati possono chiedere l’accesso agli atti (elaborati e verbali delle sottocommissioni) mediante estrazione di copie dei medesimi.

– Costo di riproduzione per il rilascio delle copie:

€ 0,52 ogni due facciate, € 1,04 quattro facciate, € 1,56 ogni sei facciate e così via , le somme dovute sono corrisposte a mezzo marche al momento del ritiro delle copie.

– In caso di richiesta di copia AUTENTICA all’importo di cui sopra si aggiunge: Imposta di bollo € 14,62 ogni 4 facciate;

Le copie devono essere richieste alla segreteria esami avvocato preferibilmente a mezzo posta elettronica all’indirizzo esamiavvocato.ca.brescia@giustizia.it o a mezzo fax al numero 030 7673203 compilando l’apposito modulo (pubblicato su questo sito o reperibile presso la segreteria esami avvocato e presso i rispettivi ordini) allegando copia di un documento di riconoscimento.

Le copie saranno rilasciate dopo 20 giorni dalla richiesta esclusivamente al richiedente o a persona munita di delega scritta.

Si invitano i candidati ammessi all’orale a richiedere copia dei propri elaborati, solo a partire dal 15 luglio, consentendo così un più celere rilascio delle copie a coloro che non hanno superato le prove scritte.

Tribunale bergamo ordine avvocatiIl Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bergamo ha pubblicato oggi una  relazione annuale che fornisce uno specchio della professione forense nella c.d. “Città dei Mille” e che tratta diversi temi “cari” agli avvocati (la legge professionale, il Collegato Lavoro, l’inefficienza dell’UNEP, il boom di udienze fissate tutte alla stessa ora, ecc. ecc.).

Riporto alcuni passaggi, da cui si possono certamente trarre spunti di riflessione e discussione.

“I temi che ci hanno occupato sono quelli che conosciamo benissimo e che sono fonte di grande preoccupazione per tutti noi. In particolare l’attenzione, oltre al tradizionale tema della riforma della legge professionale, è caduta sulla media conciliazione, con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 28/2010, sul regolamento delle specializzazioni emanato dal CNF in settembre e discusso a novembre al Congresso Forense di Genova, di cui si darà conto nel prosieguo, sull’entrata in vigore del cd. Collegato lavoro e sulla difficile situazione organizzativa che, per i più svariati motivi, sistematicamente attanaglia i nostri Uffici giudiziari, in ordine alla quale è nato un proficuo e costruttivo confronto con il Presidente del Tribunale Dott. Ezio Siniscalchi e i Presidenti di Sezione, mediante incontri periodici di cui è stato dato recentemente conto con una comunicazione agli iscritti che sinteticamente ricordiamo, avendo trattato dell’ipotesi di predisporre un verbale già stilato per le separazioni consensuali e per i divorzi congiunti, usando dei moduli già utilizzati dall’ordine di Milano con la possibilità, per i divorzi, che l’udienza di comparizione dei coniugi divorziandi, invece che in Camera di Consiglio collegiale, si svolga davanti ad un Istruttore, del problema delle udienze fissate tutte al medesimo orario, con il suggerimento di scaglionare oltre che per orari anche per tipi di incombenti in relazione alla loro omogeneità, dell’opportunità di redigere e concordare tariffari per le difese del gratuito patrocinio, dell’opportunità di valutare congiuntamente le problematiche di applicazione delle norme del Codice di rito durante il dibattimento penale, dei ritardi con cui spesso iniziano le udienze civili.

Sono state approntate nuove tabelle per i decreti ingiuntivi in materia di lavoro.

Un grande cruccio è costituito dall’Ufficio NEP, il quale sia per problemi interni (gravi carenze di personale rispetto alla pianta organica) che di obiettiva richiesta di lavoro non è attualmente in grado di rispondere come dovrebbe alle necessità del foro.

Diventa difficile individuare correttivi quando la deficienza di fondo è dovuta al numero insufficiente di addetti, ma da più tempo l’Ordine, di concerto con il Presidente Siniscalchi sta studiando il sistema di prenotazione elettronica migliore che, certamente non risolverà il problema in radice, ma almeno consentirà un più decoroso e ordinato accesso all’Ufficio.

E’ anche opportuno rinnovare l’invito al ricorso alla notifica in proprio.

Non sfuggono e sono all’ordine del giorno i gravi problemi legati al funzionamento della cancelleria della Sezione distaccata di Treviglio.

L’Avvocatura ha poi fatto sentire forte la sua voce in tema di media conciliazione e qui è bene dirlo, non certo per sostenere battaglie di retroguardia, che non servono a nessuno,ma solo per affermare principi sacrosanti, quale quello costituzionalmente garantito della difesa tecnica e quello applicato nei paese europei della non obbligatorietà.

Si pensi che con il Collegato lavoro è stato soppresso il tentativo obbligatorio di conciliazione, che ha dato pessima prova di sé così come era stato pensato e ne è stato istituito uno facoltativo proceduralmente assai complesso che non verrà utilizzato da nessuno e che comporterà l’immediato deposito del ricorso con i conseguenti problemi di intasamento per i giudici del lavoro.

Il palese tentativo di privatizzare la giustizia e di sottrarre risorse al processo è davvero inaccettabile.

corte-costituzionale praticanti avvocati difensori d'ufficioL’art. 8, secondo comma, del regio decreto-legge 27 novembre, 1933, n. 1578 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore) e successive modifiche prevede che i praticanti avvocati, dopo un anno dalla iscrizione nel registro speciale siano ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l’Ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della legge 16 luglio 1997, n. 254, rientravano nelle competenze del pretore.

L’ultimo periodo della stessa norma precisava che «Davanti ai medesimi tribunali e negli stessi limiti, in sede penale, essi [i praticanti avvocati] possono essere nominati difensori d’ufficio, esercitare le funzioni di pubblico ministero e proporre dichiarazione di impugnazione sia come difensori sia come rappresentanti del pubblico ministero».

Tale ultima disposizione è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con sentenza n.106/2010.

La Corte Costituzionale ha infatti ritenuto che tale disposizione violasse l’art. 24 della Cost., secondo comma poiché imponeva al soggetto indagato, o imputato, di subire la nomina di un difensore d’ufficio dotato di una professionalità non ancora compiuta rispetto a quella di cui godono gli avvocati, dopo aver percorso l’intero iter di abilitazione all’esercizio della professione.

In particolare la Corte Costituzionale si è così espressa: “In questa circostanza all’indagato o all’imputato potrebbe essere assegnato, senza il concorso della sua volontà, un difensore che non ha percorso l’intero iter abilitativo alla professione. Inoltre, nel caso di nomina a favore dell’irreperibile, sarebbe esclusa ogni possibilità di porre rimedio all’inconveniente denunciato, mediante la sostituzione con un difensore di fiducia.

In questi termini, la questione attiene alla garanzia dell’effettività della difesa d’ufficio.

Deve ancora rilevarsi che la differenza tra il praticante e l’avvocato iscritto all’albo si apprezza non solo sotto il profilo – prospettato dal giudice rimettente – della capacità professionale (che, nel caso del praticante, è in corso di maturazione, il che giustifica la provvisorietà dell’abilitazione al patrocinio), ma anche sotto l’aspetto della capacità processuale, intesa come legittimazione ad esercitare, in tutto o in parte, i diritti e le facoltà proprie della funzione defensionale.

In primo luogo, il praticante iscritto nel registro, pur essendo abilitato a proporre dichiarazione di impugnazione, non può partecipare all’eventuale giudizio di gravame.

Il praticante si trova, inoltre, nell’impossibilità di esercitare attività difensiva davanti al tribunale in composizione collegiale, competente in caso di richiesta di riesame nei giudizi cautelari.

decreto ingiuntivo praticanti avvocati recupero creditiIl ricorso per decreto ingiuntivo è certamente uno dei primi atti che il praticante avvocato si trova a dover redigere e depositare.

Il procedimento per decreto ingiuntivo è un procedimento speciale volto ad ottenere una pronuncia di condanna (decreto) che il giudice emette a seguito di cognizione sommaria, in totale assenza di contraddittorio.

E’ tuttavia prevista una seconda fase del procedimento, la cui iniziativa è rimessa al debitore ingiunto e che si attiva mediante la proposizione dell’opposizione al decreto.

L’art. 633 c.p.c. espressamente indica le condizioni di ammissibilità del procedimento per decreto ingiuntivo. Pertanto, prima di redigere e depositare il ricorso per ingiunzione consiglio  di dare sempre un’occhiata alla norma in questione.

Successivamente bisogna individuare l’Autorità giudiziaria competente all’emissione del decreto ingiuntivo. L’art. 638 c.p.c. prevede infatti che la domanda di ingiunzione vada proposta con ricorso al giudice competente che, a norma dell’art. 637 c.p.c., viene individuato nel Giudice di Pace ovvero nel Tribunale (in composizione monocratica) che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria.

In conformità al disposto di cui all’art. 125 c.p.c., la domanda dovrà inoltre contenere l’indicazione della parte ricorrente, nonché del difensore che la rappresenta in giudizio, con l’indicazione della procura in forza della quale quest’ultimo agisce.

Trattandosi di un atto introduttivo del giudizio, il ricorso dovrà altresì contenere l’esposizione dei fatti che fondano la domanda proposta, nonché l’indicazione delle prove che si producono.

Qualora venga richiesta la concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo (art. 642 c.p.c.), occorrerà altresì fornire la prova della sussistenza delle necessarie condizioni.

A norma dell’art. 125 c.p.c., anche il ricorso deve contenere l’oggetto e le ragioni della domanda, nonché delle conclusioni precise e dettagliate.

Le conclusioni consisteranno quindi nella richiesta della condanna del debitore al pagamento di una somma di denaro, ovvero alla consegna di un determinato bene, oppure alla consegna di una determinata quantità di cose fungibili o alla somma di denaro che il creditore si è dichiarato disposto ad accettare in via alternativa.

Dovrà inoltre essere specificata l’eventuale richiesta di provvisoria esecutività del decreto, ovvero l’eventuale richiesta di concessione al debitore di un termine inferiore a giorni quaranta per provvedere all’adempimento.

Dovranno altresì essere indicati i dati identificativi del debitore contro il quale viene chiesta la pronuncia del decreto, comprensivi anche del codice fiscale, necessario per provvedere all’eventuale iscrizione ipotecaria a danno del medesimo.

Ai sensi del terzo comma dell’art. 13 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, occorrerà altresì inserire la dichiarazione relativa al valore del procedimento ai fini della determinazione del contributo unificato da versare.

Il ricorso dovrà poi contenere anche l’espressa indicazione dei documenti che si producono.

L’atto si concluderà infine con l’indicazione del luogo e della data in cui è stato formato e la sottoscrizione del difensore che lo ha redatto

esame avvocato parere penale stalkingQuesta è una delle tracce del parere penale  d’esame d’avvocato:

Tizio, in passato fidanzato di Caia, non accettando la fine della relazione sentimentale decisa dalla donna, e desideroso di continuare ad incontrarla,iniziava a seguirne sistematicamente gli spostamenti quando Caia usciva per andare al lavoro ovvero per attendere alle ordinarie attività quotidiane.
Lungo la strada la molestava cercando di fermarla e di parlarle, dicendole che non intendeva allontanarsi da lei iniziava altresì a farle continue telefonate, anche notturne, ed ad inviarle sms telefonici contenenti generiche minacce di danno alle cose, finalizzate ad ottenere una ripresa della frequentazione tra i due.
Le condotte moleste e persecutorie avevano inizio nel novembre 2008.
Caia, esasperata per la situazione, dapprima cambiava alcune delle proprie abitudini di vita per sottrarsi agli incontri con Tizio; poi alla metà del mese di marzo 2009 decideva di sporgere querela contro Tizio.
Tizio decideva quindi di recarsi da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze della propria condotta.
Il candidato assunte le vesti del legale di tizio, rediga motivato parere illustrando le fattispecie configurabili nel caso di specie con particolare riguardo alla tematica della successione delle leggi penali nel tempo e agli istituti del reato abituale e continuato.

E’ evidente che la traccia richiedeva una trattazione della fattispecie penale dello “stalking”.

Spero che  il mio blog possa essere stato di aiuto a qualche praticante avvocato, dato che avevo parlato di “stalking” qui.

praticanti avvocati esame avvocatoOggi, domani e dopodomani i praticanti avvocati di tutta Italia sosterranno l’esame di abilitazione all’esercizio della professione d’avvocato.

In particolare, i praticanti avvocati sosterranno le tre seguenti prove scritte:

14 dicembre 2010: redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;

15 dicembre 2010: redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;

16 dicembre 2010: redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo.

Da oltre un mese, i siti web dedicati alla preparazione per l’esame d’avvocato hanno aperto la cosiddetta “Tototraccia”: ognuno dice la sua sui possibili argomenti d’esame.

Per quanto concerne il parere di diritto civile, sono stati ritenuti probabili i seguenti argomenti:

1)     la comunione legale e l’intervento del coniuge (sentenza delle Sezioni Unite n. 22755/2009 );

2)     il diritto a nascere sani (Cass. Civ. n.10741/2009);

3)      il contatto sociale nella mediazione (Cass. Civ. n. 16382/2009).

Tra gli argomenti probabili per il parere di diritto civile c’è chi ritiene che potrebbe rientrare anche un tema in un certo modo “classico” come la risoluzione del contratto su diffida o, ancora, il danno da emotrasfusione.

Per quanto concerne il parere di diritto penale, sono invece stati ritenuti probabili i seguenti argomenti:

1)     violazione di sigilli (Cass. Pen. n. 5385/2010) ,

2)      corruzione susseguente in atti giudiziari (Cass. Pen. n. 15208/2010);

3)     ricettazione e dolo eventuale (Cass. Pen. n. 12433/2009)

Meno probabili sono stati ritenuti i pareri su altre sentenze quali la n. 8413/2008 sulla violazione obbligo di assistenza e reato continuato e la 19601/2008 sulla modifica legge fallimentare e reato di bancarotta.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

Lo studio Legale D’Arcangelo
Il mio impegno contro il bullismo

Intervista all'avv. D'Arcangelo
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