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buca stradaleQuesta è una delle notizie in prima pagina dell’Eco di Bergamo on line: le strade della Bergamasca sono invase dalle buche (probabilmente anche a causa delle abbondanti piogge dell’ultimo periodo).

Si tratta, è evidente, di una possibile situazione di pericolo per i cittadini, soprattutto per i cittadini che viaggiano in bicicletta o in moto.

Come ho già detto qui, nel caso in cui gli utenti della strada subiscano danni dovuti alla presenza di buche sul manto stradale, deve certamente ritenersi responsabile l’Ente Pubblico titolare della strada stessa.

In presenza di insidie stradali, infatti, gli Enti Pubblici si devono apprestare a segnalare e rimuovere il pericolo che può essere costituito da buche, tombini sporgenti, lavori in corso e quant’altro.

Del resto, come più volte chiarito dalla Suprema Corte di Cassazione e dalla giurisprudenza di merito, nei confronti degli Ente Pubblico proprietario della strada trova applicazione la presunzione di responsabilità per danni cagionati da cose in custodia, a meno che risulti oggettivamente impossibile l’esercizio di un adeguato controllo da parte dell’ente proprietario.

Pertanto  il danneggiato deve dimostrare soltanto l’esistenza del nesso di causalità tra la cosa in custodia ed il danno arrecato, mentre spetta all’Ente l’onere di provare il caso fortuito, ossia l’esistenza di fatti straordinari ed imprevedibili in grado di interrompere il nesso causale che lega l’evento lesivo alla cosa.

Si tratta di una responsabilità che si ricollega evidentemente all’obbligo di provvedere alla manutenzione delle strade pubbliche, per evitare pericoli e salvaguardare la sicurezza degli utenti.

buche stradali e danni dell'utente: responsabilità del comuneLa Cassazione ha nuovamento pronunciato in materia di c.d. danno da insidia stradale.

La Suprema Corte ha confermato l’orientamento più recente, affermando che il Comune è responsabile ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., per i danni subiti dall’utente di una strada appartenente al Comune stesso stesso (si veda, al riguardo, Cass. civ. 21328/2010).

La responsabilità ex art. 2051 (c.d. responsabilità da cose in custodia) ha carattere oggettivo. Questo significa che, affinché possa configurarsi in concreto, è sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato, senza che rilevi la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligo di vigilanza.

Di conseguenza, la responsabilità dell’Ente Pubblico proprietario della strada deve ritenersi esclusa solo nel caso in cui il danno ivi verificatosi sia ascrivibile a caso fortuito.

L’onere probatorio favorisce certamente il danneggiato, il quale dovrà soltanto fornire la prova del nesso causale tra la cosa e l’effetto lesivo.

Incomberà invece sull’Ente Pubblico provare l’esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva idoneo ad interrompere il nesso causale.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

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