• L’Avviso di Conclusione delle Indagini Preliminari

    avviso di conclusione indagini preliminariLa Legge n. 479/1999 (c.d. Legge Carotti) ha introdotto l’art. 415 bis cod. proc. pen. (tuttora vigente).

    Tale norma prevede che in capo al Pubblico Ministero, una volta concluse le indagini preliminari e prima dell’esercizio dell’azione penale, sussista l’obbligo di notificare all’indagato ed al suo difensore un avviso (c.d. avviso di conclusione delle indagini preliminari) che contenga l’enunciazione del fatto per cui si procede, della data e del luogo del reato commesso, nonché l’informazione del deposito degli atti d’indagine presso la segreteria del Pubblico Ministero.

    L’avviso di conclusione delle indagini preliminari deve altresì contenere anche l’avvertimento all’indagato che entro 20 giorni potrà avvalersi delle seguenti facoltà:

    –          estrarre copia degli atti;

    –          chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio;

    –          presentare memorie e documentazione;

    –          chiedere al Pubblico Ministero lo svolgimento di ulteriori indagini (da compiersi entro trenta giorni).

    Lo scopo dell’art. 415 bis cod.proc.pen. è quello di garantire all’indagato, prima che il Pubblico Ministero eserciti l’azione penale con la richiesta di rinvio a giudizio, un’adeguata possibilità di far valere il suo diritto di difesa ed alla prova.

    L’obbligo di notifica in capo al Pubblico Ministero sussiste solo quando quest’ultimo richieda la celebrazione dell’udienza preliminare. L’obbligo dell’avviso, inoltre, è esplicitamente previsto prima della citazione diretta a giudizio (v. art. 552, comma 2 cod.proc.pen.).

    Ad ogni buon conto, quando l’indagato riceve l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, è opportuno che si rivolga subito all’avvocato nominato d’ufficio o ad un avvocato di fiducia affinché si possa quindi esaminare tempestivamente il contenuto del fascicolo del Pubblico Ministero.

  • L’incidente probatorio (procedura penale)

    Come riportato dai maggiori quotidiani odierni quali il Giornale.it , oggi si terrà l’incidente probatorio di Michele Misseri, indagato per l’omicidio della piccola Sarah Scazzi.

    Per i profani del diritto può non essere facile comprendere l’importanza ed il significato dell’incidente probatorio.

    Mi sembra pertanto opportuno fare una breve premessa (cercherò di esprimermi nel modo più semplice possibile).

    Il sistema processuale penale italiano prevede che le prove si formino non nella fase investigativa, bensì nella fase dibattimentale (ovvero in quella fase che comunemente chiamamo “processo“). Tuttavia non sempre la fonte di prova può essere conservata fino al dibattimento (ad esempio può succedere che il teste sia gravemente malato e  che rischi di morire prima che la sua deposizione possa essere resa in sede dibattimentale; oppure può succedere che il teste debba espatriare).

    In questi casi, quindi, sorge l’esigenza di anticipare la formazione della prova.

    L’incidente probatorio consiste, per l’appunto, in uno strumento che consente la formazione della prova prima che sia iniziato il dibattimento.

    L’incidente probatorio si svolge pertanto innanzi al G.I.P (Giudice per le Indagini Preliminari) o al G.U.P. (Giudice per l’Udienza Preliminare) e consiste in una fase di natura giurisdizionale incidentalmente inserita nella fase investigativa o nella fase dell’udienza preliminare ai fini dell’assunzione di prove non rinviabili al dibattimento.