IL NO DELLA CORTE COSTITUZIONALE AL MATRIMONIO TRA GAY : LE COPPIE OMOSESSUALI IN ITALIA E NEL RESTO DELL’EUROPA

matrimonio coppie omosessualiLa notizia sta rimbalzando nel web: la Corte Costituzionale ha espresso una chiusura netta alla possibilità per le coppie omosessuali di accedere al matrimonio.

La Consulta, infatti,  analizzando l’art. 29 della Costituzione (il quale definisce la famiglia quale “società naturale” fondata sul matrimonio) è giunta ad escludere che siano illegittime le norme del codice civile che impediscono di sposarsi a persone dello stesso sesso (e, segnatamente, gli articoli 93, 96, il 98, il 107, 108, 143, 143 bis, 156 bis e 231 del Codice Civile).

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla vicenda di un Ufficiale di Stato Civile di Ferrara il quale si era rifiutato di procedere alle pubblicazioni di un matrimonio omosessuale, ha quindi confermato che  “la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio”.

Nonostante sia necessario prendere atto del cambiamento dei costumi sociali e del positivo sentir comune nei confronti delle unioni gay, la Consulta ha ribadito che l’articolo 29 della Costituzione si riferisce alla nozione di matrimonio, definita dal Codice Civile come unione tra persone di sesso diversi e questo significato del precetto costituzionale non può essere superato ermeneuticamente.

Spetta pertanto al legislatore dare rilevanza ai mutamenti del costume e della realtà sociale e garantire ampio riconoscimento e  tutela alle unioni gay.

Del resto non bisogna dimenticarsi che il Trattato di Amsterdam del 1999 aveva riconosciuto all’Unione Europea il diritto di prendere i provvedimenti opportuni per le combattere “le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o le origini etniche, la religione, le convinzioni personali, gli handicap, l’età e le tendenze sessuali”.

Attualmente le coppie di fatto (siano esse gay o eterosessuali) trovano già regolamentazione giuridica in diversi Paesi Europei.

Primo fra tutti, la Francia: in tale Stato esiste una legge già dal 1999 che ha introdotto il ben noto istituto denominato PACS (Du pacte civil de solidarité et du concubinage).

La coppia di fatto, in Francia,trova quindi riconoscimento giuridico ed è quella coppia convivente che dichiari formalmente innanzi all’autorità preposta di voler essere tale, assumendosi i relativi diritti ed accollandosi gli oneri conseguenti.

Altro Stato Europeo  che ha dato riconoscimento alle coppie di fatto è poi la Germania (nel 2001), ove i conviventi possono presentare una dichiarazione congiunta dinanzi all’autorità competente che comporta l’obbligo di reciproca assistenza e sostegno.

Anche in Svezia ed in Olanda le coppie gay trovano riconoscimento di diritti analoghi a quelli matrimoniali.

In Belgio ed in Spagna le coppie omosessuali possono addirittura contrarre matrimonio esattamente come le coppie eterosessuali.

In Italia, invece, manca un qualsivoglia riconoscimento giuridico nonostante la giurisprudenza abbia da tempo espresso diverse pronunce favorevoli sotto il profilo della liceità e non contrarietà alla legge delle unioni omosessuali.

Nel nostro Paese, un tentativo di regolamentazione delle coppie di fatto  venne realizzato con un disegno di legge del 2007 (il c.d. Di.Co.) che venne però poi del tutto abbandonato.