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famiglia fatto domande conviventiPubblico di seguito alcune delle domande più frequenti che mi vengono poste in materia di famiglia di fatto.

Le coppie di fatto possono regolare i loro rapporti tramite convenzioni?

La risposta è certamente positiva. I conviventi possono regolare i loro rapporti patrimoniali tramite contratti.

Tali contratti possono avere ad oggetto sia la regolamentazione del periodo della convivenza, sia la regolamentazione del periodo successivo ad essa.

A quale Giudice devono rivolgersi le coppie di fatto in crisi che vogliano separarsi?

E’ bene innanzitutto tener presente che le coppie di fatto non sono riconosciute dalla legge. Pertanto non esistono norme che determinino l’autorità giudiziaria competente in caso di “separazione” tra conviventi.

Ad ogni modo possiamo fare un distinguo:

1)      In presenza di figli: tutte le questioni riguardanti il mantenimento e l’affidamento degli stessi, potranno essere trattate dal Tribunale per i Minorenni.

2)      In assenza di figli: i conviventi che intendono regolare dei rapporti giuridici, dovranno rivolgersi al Tribunale Ordinario in virtù dei principi generali del diritto.

In presenza di figli, la casa “familiare” può essere assegnata al convivente?

Assolutamente sì. La casa familiare può essere assegnata dal Giudice ad uno dei conviventi quando vi siano figli minorenni o maggiorenni non economicamente indipendenti.

A tale soluzione si giunge grazie alla sentenza n. 166/1998 della Corte Costituzionale.

In assenza di figli, la casa “familiare” può essere assegnata al convivente?

In questo caso la risposta è, evidentemente, negativa. Del resto l’assegnazione della casa coniugale in assenza di figli non avviene neppure per le coppie unite da vincolo coniugale che si separino.

In caso di morte del proprio convivente, l’altro può vantare diritti successori?

La risposta non può che essere negativa.

La successione del convivente potrà avvenire solo nel caso in cui il partner abbia disposto in suo favore tramite testamento (purché non venga comunque lesa la sua quota dei legittimari).

E’ importante tuttavia  sottolineare che in caso di morte del proprio partner il convivente può continuare il rapporto di locazione eventualmente esistente in relazione all’immobile fino a quel momento utilizzato come casa “familiare”.

Il convivente può chiedere il risarcimento dei danni in caso di morte per delitto del proprio partner?

La giurisprudenza più recente ritiene di sì. Ne ho già parlato ampiamente qui.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

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