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e-mail decreto ingiuntivoAi sensi dell’art. 634 del codice di procedura civile le promesse unilaterali per scrittura privata, rientrano tra le prove scritte idonee a documentare un credito in sede di procedimento per decreto ingiuntivo.

L’e-mail  contenente una promessa di pagamento soddisfa il requisito legale della forma scritta richiesto dall’art. 634 c.p.c.?

A questo proposito, occorre innanzitutto richiamare il T.U. (D.P.R.) n. 445/2000 il cui art. 1, primo comma lett. B), sancisce che il documento informatico è “ la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”. L’e-mail può quindi certamente essere ritenuta un documento informatico.

L’art. 8 del citato Testo Unico stabilisce poi la piena validità di tale documento, disponendo che “il documento informatico da chiunque formato, la registrazione su supporto informatico e la trasmissione con strumenti telematici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, se conformi alle disposizioni del presente testo unico”.

L’art. 10, comma 2 del Testo Unico sancisce infine che  “il documento informatico sottoscritto con firma elettronica, soddisfa il requisito legale della forma scritta”.

Per firma elettronica deve intendersi “l’insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazione informatica”.

Dato che il mittente della e-mail per poter creare ed inviare detta e-mail deve eseguire una procedura di validazione, inserendo il proprio username e la password, diversi Giudici hanno ritenuto che tale documento informatico soddisfasse il requisito legale della forma scritta e ben potesse essere posto a fondamento dell’emissione di un decreto ingiuntivo.

Cito, ad esempio, Tribunale di Cuneo, decreto ingiuntivo n. 848 del 15 dicembre 2003; Tribunale di Mondovì, decreto ingiuntivo n. 375 del 07 giugno 2004; Giudice di Pace di Pesaro in data  novembre 2004.

Lo sanno bene gli utenti di Facebook: si sta per concludere la settimana dei diritti dell’infanzia.

E’ incredibile come, grazie al passaparola, la campagna lanciata su Facebook abbia trovato largo successo.

La notizia è stata riportata anche da diversi giornali nazionali on line, quali  Il Corriere della Sera.

Persino il motore di ricerca Google ha pensato bene di modificare il proprio logo (c.d. doodle) con un’immagine che richiama proprio i diritti dei bambini.

Lo scopo dell’iniziativa promossa su Facebook è quello di porre l’attenzione sui diritti dei bambini, celebrando i 21 anni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle  Nazioni Unite il 20 Novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.

In Italia tale Convenzione è stata poi ratificata il 27 maggio 1991 con la legge n. 176.

La Convenzione riconosce, in modo particolare, quattro principi fondamentali:

1) Il principio di non discriminazione (art. 2 della Convenzione)

Gli Stati Membri si sono impegnati ad assicurare i diritti sanciti nella Convenzione a tutti i minori, senza distinzione di razza, di colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori.

2) Il principio di superiore interesse del bambino (art. 3 della Convenzione)

In ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente.

3)    Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6 della Convenzione)

Gli Stati membri hanno riconosciuto il diritto alla vita del bambino e si sono impegnati ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo.

4)    L’ascolto delle opinioni del bambino (art.12 della Convenzione)

E’ stato riconosciuto il diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale.

Il testo integrale della Convenzione può essere visto e scaricato qui.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

patty riccia

Lo studio Legale D’Arcangelo
Il mio impegno contro il bullismo

divieto bullismo

Intervista all'avv. D'Arcangelo
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