Archivi per la categoria ‘avvocato bergamo’

assegno di mantenimentoE’ bene innanzitutto tener presente che l’assegno di mantenimento versato in favore del coniuge riceve un trattamento fiscale differente dall’assegno di mantenimento che viene versato il favore del figlio.

Infatti, l’assegno di mantenimento che un coniuge corrisponde all’altro coniuge a seguito di separazione o di divorzio è deducibile dal reddito imponibile del coniuge obbligato. Al tempo stesso tale assegno costituisce reddito imponibile per il coniuge che lo percepisce. Occorre comunque precisare che affinché l’assegno di mantenimento possa essere dedotto dal reddito del coniuge obbligato è necessario che tale obbligo risulti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria (ovvero da ordinanza o sentenza) che dovranno essere esibiti, a richiesta, agli uffici fiscali (art. 10, comma 1, lett. C.,del D.P.R. 22.12.1986, n.917).

L’assegno di mantenimento che viene invece corrisposto in favore dei figli NON è deducibile (mai) dal reddito del coniuge obbligato al mantenimento. Parimenti, il coniuge al quale viene corrisposto il contributo al mantenimento per i figli, non dovrà indicarlo nella sua dichiarazione dei redditi (si veda, al riguardo, l’art. 3, comma 3, lett. B, del D.P.R. 22.12.1986, n. 917).

Ai fini fiscali (ma non solo) è pertanto opportuno che, in sede di separazione o di divorzio, venga SEMPRE specificato l’ammontare dell’assegno spettante al coniuge da quello spettante ai figli.

assegno mantenimento Tribunale BergamoPubblico di seguito tre brevi estratti di sentenze emesse dal Tribunale di Bergamo.

Trib. Bergamo, dott.ssa Giraldi r.g. n. r.g. n. 2533/2009: “per costante orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte il contributo per il mantenimento del coniuge è dovuto allorché questi sia privo di redditi che gli consentano di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, sussistendo una differenza di reddito tra i coniugi (Cass. n. 25618/2007). L’attitudine al lavoro proficuo del coniuge, quale potenziale capacità di guadagno, costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione della misura dell’assegno di mantenimento da parte del Giudice, che deve al riguardo tener conto non solo dei redditi in denaro, ma anche di ogni utilità o capacità dei coniugi suscettibile di valutazione economica. Peraltro l’attitudine al lavoro del coniuge assume in tal caso rilievo solo se venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale e non già di mere valutazioni astratte ed ipotetiche (Cass. Civ. n. 18547/2006).

Trib. Bergamo, Dott.ssa Giraldi, r.g. n. 843/2009: “il diritto al mantenimento in favore del coniuge è costituito dall’assenza di redditi che gli permettano di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e la sussistenza di una disparità economica tra le parti, occorrendo avere riguardo, al fine dell’adeguatezza dei redditi del coniuge che chiede l’assegno, al parametro di riferimento costituito dalle potenzialità economiche complessive dei coniugi durante il matrimonio, quale elemento condizionante la qualità delle esigenze e l’entità delle aspettative del medesimo richiedente, non assumendo rilievo il modesto tenore di vita subito o tollerato. Benchè inoltre la separazione non determini normalmente la cessazione di una serie di benefici e consuetudine di vita ed anche diretto godimento dei beni, il tenore di vita goduto in costanza di convivenza va identificato avendo riguardo allo standard di vita reso oggettivamente possibile dal complesso delle risorse economiche dei coniugi (Cass. Civ. n. 14080/2006).” Nel caso di specie, il marito con un reddito annuo di €uro 100.000,00 venne condannato al versamento di un assegno di mantenimento di €uro 2.000,00 mensili in favore della moglie il cui reddito annuo ammontava ad €uro 7.000,00)

Trib. Bergamo, Dott. Macripò, r.g. n. 2582/2009: “non sussistono i presupposti per imporre al marito un assegno a titolo di contributo al mantenimento della moglie, tenuto conto che la richiedente non ha ottemperato all’onere probatorio posto a suo carico in relazione all’effetiva attività lavorativa svolta dal marito e con riferimento alla sussistenza di una sproporzione significativa tra i redditi dei coniugi, tale da non consentirle di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza matrimoniale”.

Modulo constatazione amichevole avvocatoDopo essere stati coinvolti in un incidente stradale in cui non si siano riportati gravi danni alla propria persona bisogna cercare di mantenere la maggiore lucidità mentale possibile e compilare con attenzione il ben noto c.d. MODULO CAI, ovvero il modulo di CONSTATAZIONE AMICHEVOLE.

Infatti, come comunemente ritenuto dalla giurisprudenza di merito, il modulo CAI ha valore confessorio.

Quanto appena detto significa che le modalità del sinistro indicate nel Modulo CAI si presumono vere salvo che venga fornita diversa prova contraria.

Segnalo, in proposito, la recente sentenza n. 2867/2010 del 24 ottobre 2010 del Giudice di Pace di Bergamo, dott. Ingoglia ove si legge: “la sottoscrizione del modulo CAI da parte di uno dei soggetti coinvolti, ha valore confessorio nei confronti di chi lo ha sottoscritto, dal che consegue l’assunzione di responsabilità riguardo al contenuto di quanto sottoscritto e segnatamente della dinamica del sinistro”.

Del resto già il Giudice di Pace di Torino, con sentenza del 31 marzo 2008, aveva così statuito: Ad explicandum, l’art. 143 comma secondo del D.Lgs. 7 settembre 2005 n. 209 o cosi detto Codice delle Assicurazioni – che ha rinnovato per intero l’art. 5 comma secondo della L. 26 febbraio 1977 n. 39 – ha statuito che nell’ipotesi di CAI , congiuntamente sottoscritta da entrambi i conducenti coinvolti, si è presunto che il sinistro, salvo prova contraria da parte dell’assicuratore, si fosse verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso.

Ad explicandum, il modulo blu ha integrato gli estremi di una confessione stragiudiziale, perché ha contenuto la descrizione, sottoscritta dalle parti, delle circostanze di fatto nelle quali si è verificato il sinistro (Pretura Verbania 23/11/81; Pretura Taranto 28/1/83 e 28/12/82; Pretura Asola 14/5/81; Giudice Pace Monza 22/1/96).

La confessione stragiudiziale del conducente, a norma del combinato disposto degli art. 2733 e 2735 c.c., fa piena prova contro il confitente, mentre può essere, alla luce degli altri elementi probatori emersi nel processo, liberamente apprezzata dal giudice nei confronti dell’assicuratore, litisconsorte necessario ex art. 23 L. 990/69 (Cass.Civ.Sez.III 25/1/1995; Corte Appello Milano 5/6/79; Corte Appello Trieste 4/3/86)

Si presti pertanto particolare attenzione nella compilazione e nella sottoscrizione del modulo blu di constatazione amichevole.

avvocato paternitàLo ha deciso la Corte Costituzionale con sentenza n. 285 del 28 luglio 2010.

La Corte d’appello di Firenze, nel corso di un procedimento civile promosso dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, con ordinanza emessa il 15 maggio 2009 aveva sollevato, in riferimento agli artt. 3, 29 e 31 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 70 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della L. 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto del padre libero professionista di percepire, in alternativa alla madre biologica, l’indennità di maternità.

In particolare, ad avviso della Corte d’appello di Firenze la mancata possibilità per il padre libero professionista di usufruire dell’indennità di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 151 del 2001, in alternativa alla madre, porrebbe in essere una disparità di trattamento fra i genitori, con conseguente limitazione della tutela del preminente interesse del minore. La norma impugnata, infatti, nell’impedire ai coniugi di valutare chi, assentandosi dal lavoro, meglio soddisfi le esigenze di tutela della prole, sia pure sotto un profilo economico, produrrebbe l’effetto di comprimere quei diritti che gli artt. 29 e 31 della Costituzione riconoscono alla famiglia anche al fine di agevolarne la formazione.

La  Corte d’Appello di Firenze osservava, poi, che la disciplina impugnata violerebbe, altresì, il principio di uguaglianza, in quanto la indicata indennità è riconosciuta al padre, in ragione del suo diritto di partecipare alla vita familiare in egual misura rispetto alla madre, sia nel caso di adozione o affidamento (sentenza n. 385 del 2005), sia in quello in cui egli svolga un’attività di lavoro dipendente (art. 28 d.lgs. n. 151 del 2001).

La Corte Costituzionale, con la succitata sentenza, ha però dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 70 del Dlgs n. 151/2001.

La Consulta ha infatti affermato che il fine perseguito dal legislatore mediante l’istituto dell’astensione obbligatoria è quello di tutelare la salute della donna nel periodo immediatamente precedente e successivo al parto, tenendo conto anche delle esigenze relazionali e affettive del figlio in tale periodo”.

Al padre, quindi, è riconosciuto il diritto all’indennità di maternità solo nei casi in cui “la tutela della madre non sia possibile a seguito di morte o di grave impedimento della stessa e ciò in quanto in simili ipotesi l’interesse che l’istituto dell’astensione obbligatoria può tutelare sono quelli del minore ed è quindi rispetto a questi che esso deve rivolgersi in via esclusiva”

consulenza legale on line gratisSono certamente numerosi i siti web che forniscono pareri legali gratuiti.

E’ un comportamento conforme alla deontologia professionale?

Con una delibera del 2000, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano aveva espressamente vietato la consulenza legale gratuita on line in quanto in contrasto con i principi legali deontologici della professione ed, in particolare, con l’art. 17 del codice Deontologico allora vigente.

Il succitato articolo è stato successivamente oggetto di modifiche importanti e sostanziali.

Tuttavia bisogna ricordare che, tuttora, il Codice Deontologico degli avvocati vieta e sanziona l’accaparramento della clientela (art. 19).

Ora: a parere di scrive l’offerta di consulenze gratuite può costituire una forma di accaparramento di clientela e, in quanto tale, dovrebbe ritenersi vietata.

Non solo. Le informazioni fornite dagli avvocati devono rispettare la dignità ed il decoro della professione (art. 17 Codice Deontologico).

Secondo il mio modestissimo parere, non è certamente dignitoso e decoroso che un avvocato offra la propria consulenza legale in forma gratuita.

Consiglio pertanto di diffidare dei siti web che offrono consulenze legali gratuite. Dietro tali offerte potrebbero celarsi con molta probabilità dei “falsi avvocati“.

Purtroppo è il pieno il mondo di tali soggetti. Per farvene un’idea, leggete qui oppure qui.

Mobilitazione generale AvvocatiNella giornata di ieri si è finalmente dato il “via” alla MOBILITAZIONE GENERALE degli Avvocati, volta innanzitutto a protestare contro gli inaccettabili costi per l’esercizio della professione forense.

Pubblico di seguito le motivazioni di tale protesta:

“L’iniquità del sistema pensionistico adottato, correlato alla congiuntura economica particolarmente sfavorevole impone la sua inderogabile revisione anche in ragione della crisi, ormai cronica, in cui versa la Professione Forense, da tempo vessata da politiche trasversali (nonostante sia da sempre la più rappresentata in Parlamento), finalizzate da un lato ad aumentarne i costi di esercizio (obbligatorietà della formazione professionale – abolizione dei minimi tariffari ed incremento della contribuzione previdenziale) e dall’altro ad eroderne gli ambiti di competenza a vantaggio di altre figure professionali.

Quest’ultimo riferimento è all’istituto della Mediazione Civile, strumento con il quale di fatto si tenta di aprire una nuova breccia nel già travagliato sistema della Giustizia a favore della privatizzazione della gestione del contenzioso civile con tutti i prevedibili rischi di mercanteggiamento dei diritti, soprattutto a discapito delle fasce sociali più deboli della popolazione.

A ciò si aggiunga l’ulteriore svilimento della nostra Professione, il lucroso business dei corsi per mediatori, organizzati a prezzi esorbitanti dagli organismi di conciliazione, già pronti ad accaparrarsi e a gestire il mercato dei diritti, nonché quello dei crediti per la formazione obbligatoria che hanno completato il drammatico quadro della situazione ormai cronica in cui versa l’Avvocatura Italiana, tra l’altro annegante nell’esasperante lentezza del processo italiano, che peggiora di anno in anno e che, senza alcuna possibilità d’appello, colloca l’Italia negli ultimi posti al mondo delle statistiche comparate sull’efficienza processuale.”

Dobbiamo dunque destarci ed ergerci noi stessi a difesa della Professione Forense, per il riconoscimento della dignità che merita e che per essa dobbiamo pretendere, traendo forza dalla ferma coscienza della libertà e dell’indipendenza dell’Avvocatura e del suo ruolo indiscutibile, al pari della Magistratura, di soggetto istituzionalmente e costituzionalmente rilevante e imprescindibile nella difesa dei diritti dell’uomo e nell’attuazione del Potere Giurisdizionale dello Stato, coerentemente con l’inviolabilità della difesa tecnica sancita dall’art. 24 della Carta Costituzionale.

In questo momento e per quanto riguarda la CASSA FORENSE dobbiamo pretendere l’avvio immediato di un confronto ampiamente partecipato con gli iscritti, finalizzato all’elaborazione di nuove soluzioni più eque e più attente soprattutto alle esigenze dei Giovani Avvocati sui quali, di fatto, grava ad oggi il maggior peso del sacrificio contributivo.

Per questi motivi, invitiamo tutti gli Avvocati e tutte le Associazioni ed i Sindacati Forensi a proclamare lo STATO DI AGITAZIONE della CATEGORIA, ad aderire al Gruppo Facebook della M.G.A. MOBILITAZIONE GENERALE DEGLI AVVOCATI e a garantire la massima diffusione possibile alla sua prima iniziativa del “FAX DAY DI PROTESTA DEGLI AVVOCATI CONTRO L’INIQUITA’ DELLA CASSA FORENSE”

L’evento del FAX DAY dovrà svolgersi in maniera organizzata nell’arco dei giorni indicati (allo stato dal 28/02 al 06/03/2011), mediante l’invio, anche reiterato, alla CASSA FORENSE, via fax e/o via mail, di una lettera di protesta CONTRO L’INIQUITA’ DELLA CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE.

Per questa PRIMA VERTENZA è stato predisposto un FAC-SIMILE, disponibile sul sito Facebook del’evento e/o del Gruppo della M.G.A, che potrà essere scaricato, compilato con i propri dati ed inviato ai numeri di fax e agli indirizzi e-mail nello stesso già indicati.

SCUOTIAMOCI dal cronico LASSISMO che affligge la categoria per una GRANDE e COESA MOBILITAZIONE di CATEGORIA, proclamiamo lo STATO DI AGITAZIONE e prepariamoci per lo SCIOPERO GENERALE con MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, anche presso la sede della CASSA FORENSE.

M.G.A.
Mobilitazione Generale degli Avvocati Italiani”
.

Trovate il modello fac simile del fax/ mail da inviare alla Cassa Forense cliccando qui

Avv. Patrizia D’Arcangelo

Lo studio Legale D’Arcangelo
Il mio impegno contro il bullismo

Intervista all'avv. D'Arcangelo
Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti tramite Facebook
... oppure inserisci i tuoi dati:


L'indirizzo al quale desideri ricevere le newsletter.
Ai sensi del d.lgs. 196/2003, La informiamo che:
a) titolare del trattamento è l'avvocato Patrizia D'Arcangelo, 24055 Cologno al serio (bg), Strada delle gambe n. 2
b) responsabile del trattamento è Patrizia D'Arcangelo, 24055 Cologno al Serio (bg), strada delle gambe n. 2
c) i Suoi dati saranno trattati (anche elettronicamente) soltanto dagli incaricati autorizzati, esclusivamente per dare corso all'invio della newsletter e per l'invio (anche via email) di informazioni relative alle iniziative del Titolare;
d) la comunicazione dei dati è facoltativa, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta;
e) ricorrendone gli estremi, può rivolgersi all'indicato responsabile per conoscere i Suoi dati, verificare le modalità del trattamento, ottenere che i dati siano integrati, modificati, cancellati, ovvero per opporsi al trattamento degli stessi e all'invio di materiale. Preso atto di quanto precede, acconsento al trattamento dei miei dati.

Acconsento al trattamento dei miei dati personali (decreto legislativo 196 del 30/Giugno/2003)



Studio Legale D’Arcangelo
Canale Ufficiale Google+