Lo Studio Legale D’Arcangelo offre un servizio di assistenza a coloro che intendano separarsi legalmente o richiedere il divorzio.

L’avv. Patrizia D’Arcangelo è esperta in diritto di famiglia e tutela delle persone e dei minori; è altresì socia dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani e collabora con la rivista giuridica Questioni di Diritto di Famiglia (Maggioli Editore).

Il nostro studio è in grado di assistervi in TUTTA ITALIA, grazie alla rete di collaboratori dislocati sull’intero territorio nazionale.

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Se volete richiedere la nostra assistenza legale, potete contattarci ai seguenti recapiti:

cel. 327/63.40.268

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La separazione Legale dei coniugi comporta la cessazione degli obblighi matrimoniali (fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nell’interesse della famiglia, coabitazione) e lo scioglimento della comunione legale ma, a differenza del divorzio, non comporta lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

La separazione tra i coniugi può avvenire ogni qualvolta la convivenza diventi intollerabile oppure ogni qualvolta si verifichino fatti tali da arrecare grave pregiudizio all’educazione dei figli.

La separazione coniugale può essere consensuale o giudiziale.

Nella separazione consensuale i coniugi raggiungono un accordo, debitamente omologato dal Giudice, in merito alla regolamentazione dei rapporti patrimoniali e personali tra gli stessi e rispetto ai figli.

Se l’accordo è ritenuto in contrasto con l’interesse dei figli, il Giudice riconvoca i coniugi per le modifiche del caso e può, in mancanza, rifiutare l’omologazione.

Nella separazione giudiziale, invece, i coniugi che non sono riusciti a trovare un accordo su tutte le questioni economiche e personali attinenti alla famiglia, si affidano alle determinazioni del Tribunale.

Il Tribunale incaricato potrà inoltre essere chiamato a decidere se addebitare la separazione a carico di uno dei coniugi.

Con il divorzio, a differenza della separazione coniugale, si ottiene lo scioglimento del matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.

Il divorzio può essere congiunto o giudiziale.

Con il divorzio, a differenza della separazione coniugale, si ottiene lo scioglimento del matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.

Il divorzio può essere congiunto o giudiziale.

Il divorzio congiunto (erroneamente chiamato da alcuni divorzio consensuale) ha il vantaggio di accelerare lo scioglimento del vincolo matrimoniale, pur salvaguardando comunque i diritti dei coniugi e, soprattutto, l’interesse dei figli. Il divorzio congiunto presuppone che sussista un pieno accordo dei coniugi in relazione alle condizioni patrimoniali e personali del divorzio. In questo caso, i coniugi presentano congiuntamente un ricorso chiedendo lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Il divorzio giudiziale interviene invece quando i coniugi non hanno raggiunto un accordo. In questo caso il ricorso viene presentato soltanto da uno dei coniugi e si instaura una vera e propria controversia giudiziale.

DOMANDE RICORRENTI

Ci si può separare e divorziare senza l’assistenza di un avvocato?

In caso di separazione consensuale è possibile solo in alcuni Tribunali. In caso di separazione giudiziale non è mai possibile

Quali documenti sono necessari per separarsi?

-          certificati di residenza di entrambi i coniugi

-          stato di famiglia di entrambi i coniugi

-          certificato di matrimonio

-          le ultime tre dichiarazioni dei redditi dei coniugi

In caso di separazione consensuale, a quante udienze bisogna partecipare?

In genere, è necessaria e sufficiente una sola udienza (salvo particolari impedimenti).

Da quando la separazione diventa effettiva?

La separazione diviene effettiva dal momento in cui viene predisposto il relativo verbale innanzi al Giudice incaricato nel giorno dell’udienza fissata.

Dopo la separazione è possibile ritornare con il proprio coniuge?

Sì. Gli effetti della separazione vengono automaticamente meno quando i coniugi si riconciliano e riprendono la convivenza.

Una volta avvenuta la conciliazione, in caso di una nuova crisi coniugale, i coniugi dovranno proporre una nuova domanda di separazione coniugale.

Quando può essere addebitata la separazione?

Innanzitutto l’addebito della separazione presuppone che il coniuge si sia reso responsabile di una grave violazione degli obblighi derivanti dal matrimonio.

A titolo esemplificativo, si può dire che la separazione viene addebitata al coniuge che:

a)    Abbia abbandonato senza motivo la casa coniugale;

b)    Sia venuto meno all’obbligo di fedeltà;

c)    Abbia maltrattato o percosso ripetutamente il coniuge o i propri figli;

d)    Si sia reso inadempiente all’obbligo di mantenimento della moglie o dei figli

Quali sono le conseguenze dell’addebito della separazione?

L’addebito non influisce minimamente sulle conseguenze personali della separazione, sull’assegnazione della casa e sul mantenimento dei figli.

Le conseguenze dell’addebito sono pertanto solo di tipo patrimoniale.

Ad esempio, il coniuge a cui viene addebitata la separazione:

-          Non ha diritto all’assegno di mantenimento, ma soltanto ad un assegno alimentare che gli può essere concesso solo in caso di bisogno effettivo;

-          In caso di morte del coniuge separato, non ne diviene erede ma ha diritto ad un assegno vitalizio soltanto se già titolare di un assegno alimentare e nei limiti dell’importo di detto assegno;

-          Ha diritto alla pensione di reversibilità solo se titolare di un assegno alimentare (V.Corte Costituzionale n. 450/1989);

-          Ha diritto all’indennità di anzianità e di preavviso solo se titolare di un assegno alimentare (v. Corte Costituzionale n. 213/1985)

E’ possibile ottenere una modifica dell’ammontare dell’assegno di mantenimento?

Sì, purché intervengano nuove circostanze di fatto e di diritto che la giustifichino.

Che cosa significa “affidamento condiviso”?

Significa semplicemente che  entrambi i genitori devono condividere le responsabilità educative verso i figli ed entrambi devono continuare ad essere un valido punto di riferimento, senza che alcuno prevarichi o escluda l’altro.

In ogni caso il Giudice necessariamente indicherà il genitore “collocatario”, ovvero il genitore che dividerà con i figli la casa che verrà adibita a residenza di famiglia.

Dopo quanti anni è possibile divorziare?

E’ possibile ottenere il divorzio decorsi tre anni dalla separazione.

Più precisamente il termine di tre anni decorre dall’udienza presidenziale nella quale è stato emesso il provvedimento di autorizzazione dei coniugi a vivere separati, anche se la sentenza di separazione o il decreto di omologa del Tribunale interviene in un momento successivo.

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Quanto costa separarsi o divorziare?

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ATTENZIONE, IMPORTANTE NOVITA’

Con la Legge n. 55 del 6 maggio 2015 è stato finalmente introdotto il c.d. DIVORZIO BREVE: si tratta, più precisamente, di tre norme che apportano importanti modifiche alla disciplina relativa allo scioglimento del matrimonio civile e alla cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, soprattutto con riferimento ai termini per ricorrervi.

I termini per domandare il divorzio, infatti,  sono stati sostanzialmente abbreviati:

  • in caso di separazione consensuale (o giudiziale tramutata successivamente in consensuale), si potrà proporre domanda di divorzio decorsi solo sei mesi dall’udienza presidenziale;
  • In caso di separazione giudiziale: si potrà invece proporre domanda di divorzio decorsi 12 mesi.

Altra importante novità introdotta dalla legge de qua è che, in caso di regime di comunione dei beni, la stessa si scioglierà nel momento in cui il presidente del tribunale  autorizza  i coniugi a vivere separati, ovvero alla  data  di  sottoscrizione  del processo verbale di separazione consensuale dei  coniugi  dinanzi  al presidente, purché omologato (nel disciplina previgente, invece, lo scioglimento della comunione dei beni avveniva a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di separazione o con l’omologazione del verbale di separazione).

La legge entrerà in vigore il 26 maggio 2015 e, per espressa previsione legislativa, troverà applicazione anche i per i procedimenti in corso.

4 Responses to “Separazione e divorzio”

Avv. Patrizia D’Arcangelo

patty riccia

Lo studio Legale D’Arcangelo
Il mio impegno contro il bullismo

divieto bullismo

Intervista all'avv. D'Arcangelo
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