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assegno divorzio moglieLa giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere che la convivenza con altra persona possa influire sulla misura dell’assegno di divorzio, solo se l’ex coniuge onerato dia la prova che essa incida in melius sulle condizioni economiche dell’avente diritto, a seguito di un contributo al suo mantenimento da parte del convivente o quanto meno di apprezzabili risparmi di spese derivati dalla convivenza stessa (cfr , Cass. 30 gennaio 2009 n. 2417, in Guida al diritto, 2009, n. 16, p. 80).

Ritiene invero la Cassazione che in assenza di un nuovo matrimonio, il diritto all’assegno di divorzio, in linea di principio, di per sé permane anche se il richiedente abbia instaurato una convivenza more uxorio con altra persona, atteso che questa, avendo natura intrinsecamente precaria, non fa sorgere obblighi di mantenimento e non presenta quella stabilità giuridica, propria del matrimonio, che giustifica la definitiva cessazione dell’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile, Cass. 26 gennaio 2006 n. 1546; Cass. 20 gennaio 2006 n. 1179,; Cass. 8 luglio 2004 n. 12557).

Una eventuale convivenza more uxorio costituisce  un elemento valutabile soltanto al fine di accertare se la parte che richiede l’assegno disponga o meno di «mezzi adeguati» rispetto al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, Cass. 26 gennaio 2006 n. 1546.

La convivenza more uxorio con un terzo – infatti – è, di per sé, neutra – ai fini del miglioramento delle condizioni economiche dell’avente diritto all’assegno di divorzio e dovendo l’incidenza economica della medesima essere valutata in relazione al complesso delle circostanze che la caratterizzano, laddove una simile dimostrazione del mutamento in melius delle condizioni economiche dell’avente diritto può essere data con ogni mezzo di prova, anche presuntiva, soprattutto attraverso il riferimento ai redditi e al tenore di vita della persona con la quale il richiedente l’assegno convive, i quali possono far presumere, secondo il prudente apprezzamento del giudice, che dalla convivenza more uxorio il richiedente stesso tragga benefici economici idonei a giustificare il diniego o la minor quantificazione dell’assegno (Cass. 8 ottobre 2008 n. 24858, in Guida al diritto, 2008, n. 46, p. 80; Cass. 7 luglio 2008 n. 18593; Cass. 10 novembre 2006 n. 24056, in Fam. dir., 2007, 329; Cass. 20 gennaio 2006 n. 1179, cit.; Cass. 8 luglio 2004 n. 12557, cit.;).

La tesi contraria è però sostenuta da alcune decisioni di merito, quali Tribunale di Brescia, sez. II, 10 aprile 2003: “la stabile convivenza more uxorio del coniuge separato con altra persona comporta la quiescenza dell’obbligo di mantenimento da parte dell’altro coniuge nei suoi confronti”.

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