• Se lo sposo omette di dire che è sterile…

    sterilità separazioneE’ costato caro il segreto mantenuto da un giovane sposo di Latina, il quale aveva omesso di dire alla propria futura consorte di essere sterile.

    Il Tribunale di Latina (sez. II Civile, sentenza 22 febbraio 2012) ha invero condannato lo sposo reticente al pagamento in favore della moglie di ben 150 mila euro a titolo di risarcimento e al rimborso delle spese legali sostenute dalla stessa.

     Al riguardo, il Tribunale ha al riguardo rilevato che la condotta illecita posta in essere dal convenuto è costituita dall’aver taciuto alla moglie, mediante un comportamento integrante almeno colpa grave, attesa l’importanza dell’informazione in questione ai fini della scelta di costituire una nuova famiglia con la celebrazione del matrimonio, gli esiti dell’esame effettuato qualche settimana prima delle nozze, finendo con l’impedire alla moglie stessa di modulare consapevolmente le proprie scelte future, sia sul piano personale che su quello lavorativo (considerato che la normale esigenza di coabitazione tra i coniugi aveva indotto peraltro la signora a lasciare la propria iniziale occupazione ed a trasferirsi all’estero accanto al marito).

    Nella quantificazione del danno subito dalla moglie, il Tribunale ha tenuto contro dei seguenti elementi:

    1)      La donna aveva modificato completamente i propri progetti di vita, anche sul piano professionale, per seguire il marito il quale aveva ottenuto un impiego all’estero; dopo pochi anni dall’inizio del matrimonio;

    2)       nel 1991 circa, la coppia aveva cercato di avere un figlio e si era sottoposta ad una serie di accertamenti e, quindi, in particolare l’attrice, di cure sino alla fine dell’anno 1996, quando è intervenuta la separazione, senza che il marito riferisse alla moglie di essere già a conoscenza almeno di una propria patologia nel procreare;

    3)      il passare degli anni nella descritta situazione, l’intervenuta separazione ed il trascorrere di altri anni per il consolidarsi di una nuova relazione, avevano in sostanza impedito all’attrice in via definitiva di diventare madre in un’età diversa da quella in cui può ritenersi dimostrato secondo una nozione di comune esperienza che non insorgano problemi per la donna ed il nascituro.

    In considerazione di tutti i suddetti elementi e del forte desiderio della signora in questione di diventare madre, il danno subito dalla stessa è stato quantificato in via equitativa, tenendo conto anche della giurisprudenza in tema di responsabilità medica per interventi errati che abbiano eliminato o ridotto la fertilità del danneggiato, nella somma di € 150.000,00.

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