Archive for the ‘Separazioni’ Category

Ogni separazione è a sè. Su questo non ci piove. Pubblico però di seguito  un mio personalissimo modello di  ricorso per separazione consensuale che può tornare utile a coniugi senza figli che intendano separarsi.

TRIBUNALE DI BERGAMO

Ricorso per Separazione Consensuale dei Coniugi

Ill.mo Signor Presidente,

La Sig.ra xxxxxxxxxxxxxxxxxx (cod. fisc. xxxxxxxxxx), nata a ……………… il ………… residente in …………via…., ed il signor yyyyyyyyyyyy (cod. fisc. yyyyyyyyyyy), nato a ………………. (Bg) il ………………, residente in ………….., via ………….. entrambi rappresentati e difesi dall’Avv. Patrizia D’Arcangelo del Foro di Bergamo ed elettivamente domiciliati presso il suo Studio in Cologno al Serio (Bg), Via Rocca, n. 6 (n. telefax per le comunicazioni 035/48.72.242), giusta procura speciale posta a margine del presente atto,

premesso

- che gli istanti in data ……… hanno contratto matrimonio civile in ………, mantenendo il regime di comunione legale dei beni;

- che l’unione matrimoniale non è stata accompagnata dalla nascita di figli;

- che il rapporto matrimoniale è divenuto impossibile ed intollerabile a causa di gravi incompatibilità di carattere ed inutili si sono rivelati i tentativi effettuati dalla coppia per superare i contrasti insorti;

Tanto premesso, i ricorrenti, come sopra rappresentati e difesi, ai sensi dell’art. 150 e ss. cod. civ. e 711 cod. proc. civ.,

chiedono

che la S.V. Ill.ma, convocate le parti innanzi a se per il prescritto

tentativo obbligatorio di conciliazione, Voglia, in difetto, dichiarare la loro separazione per mutuo consenso, alle seguenti condizioni:

1) i coniugi vivranno separati con l’obbligo del mutuo rispetto;

2) i coniugi si danno atto della reciproca indipendenza economica, per cui ciascun coniuge provvederà al proprio mantenimento;

3) i coniugi si danno atto di aver già provveduto bonariamente alla divisione dei beni mobili contenuti nella casa coniugale;

4) i coniugi si danno atto che la signora xxxxxxxxxxxxxx si è spontaneamente allontanata dalla dimora coniugale con il consenso del yyyyyyyyyy e provvederà ad asportare completamente i propri effetti ed indumenti personali entro il giorno in cui verrà conclusa la vendita della casa coniugale;

5) i coniugi si danno atto di aver conferito mandato ad una agenzia immobiliare, e ciò al fine di consentire la vendita della casa coniugale, il cui ricavato verrà ripartito nella misura del 50% in favore della signora xxxxxxxxxxxxxxx e nella misura dell’ulteriore 50% in favore del signor yyyyyyyy  in quanto comproprietari dell’immobile stesso.

6) i coniugi convengono che la vendita della casa coniugale avverrà per una somma non inferiore ad €uro …………

7) i coniugi si danno atto che il yyyyyyyyyyy continuerà ad abitare nella casa coniugale provvedendo interamente al pagamento delle varie utenze (gas, acqua, energia elettrica, telefonia) sino a quando la compravendita della stessa non sarà andata a buon fine. Le spese di ordinaria manutenzione della casa coniugale saranno altresì ad esclusivo carico del signor yyyyyyyyyyyyy.

Si producono:

1) Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio

2) certificato di residenza di ciascuno dei coniugi

3) certificato di stato di famiglia dei coniugi

4) Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni dei coniugi

 

Cologno al Serio – Bergamo, lì ………………

Sig.ra xxxxxxxxxxxxxxx

Sig. yyyyyyyyyyyyyy

Avv. Patrizia D’Arcangelo

divorzio tassaAll’inizio di quest’anno ho letto che il governo inglese sta valutando di inserire una “tassa sul divorzio”.

Il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Pensioni, Maria Miller ha infatti affermato:

“Stiamo considerando di imporre una tassa sul divorzio, che potrebbe presto riguardare tutte le coppie sposate con figli. In caso di separazione, queste ultime dovranno pagare una tassa che servirà per finanziare il sistema che gestisce e supervisiona l’affidamento e il mantenimento dei figli. L’obiettivo è quello di convincere i genitori che il divorzio deve essere l’ultima soluzione possibile. Nel progetto c’è infatti anche un programma che cerca di aiutare i genitori a individuare e risolvere possibili problemi e contrasti in famiglia. Ma questo è solo un inizio. Io credo fermamente che tutto il sistema vada rivisto in favore del concetto di famiglia”.

Una tassa? E perché mai? La notizia è di quelle che fanno certamente rabbrividire.

Per ora, è bene precisarlo, si tratta solo di una proposta che dovrà poi eventualmente confrontarsi con l’opinione pubblica.

Da un lato è certamente positivo che ci si interroghi sul degrado ormai diffuso della relazione familiare ma, dall’altro lato, è oltremodo ingenuo pensare che possa bastare l’introduzione di una tassa per ridurre i divorzi. Non è certamente una tassa che può tenere unita una famiglia.

Non si può poi non considerare che una simile tassa rischierebbe di compromettere la libertà di scelta delle coppie meno abbienti, penalizzando così i coniugi che subiscono dal proprio partner abusi e soprusi di ogni genere.

Scrive Giuseppe Anzani su Avvenire: “ L’amore è una cosa diversa, è promessa e dono totale. L’amore è un’arte da apprendere, ma è un’arte che nessuno ti insegna, questo è il punto. E forse il censimento dei disastri familiari è l’occasione per riflettere e per escogitare qualche rimedio serio, invece che una tassa, per “aiutare” le coppie in difficoltà, le famiglie in crisi, le vite minacciate di naufragio.
È questa, in fondo, la differenza fra l’ordine giuridico concepito grezzamente come cintura di “diritti individuali” noncuranti, e l’ordine sociale che abbraccia la presenza delle persone vive, con l’intreccio di un dono reciproco. La scelta familiare è un dono singolarissimo, inconfondibile, irretrattabile. Perderlo è una sventura fra le più grandi. Io non giudico le persone che incontrano il divorzio; a volte mi è parso di sentire nella loro confidata ferita la nostalgia dolente di un bene perduto, quasi il varco di un lutto. Ma giudico una società indifferente a questi lutti, a questi cancelli del dolore; a queste statistiche dei fallimenti. Giudico una società che ha creduto finora di assolvere i suoi compiti negando di avere compiti, paga di esaltare ideologicamente “diritti” impiegati a distruggere, invece che a costruire. Altro che tasse, è il soccorso e la prevenzione ciò che ci manca”.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

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Intervista all'avv. D'Arcangelo
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