• La giurisprudenza sull’affidamento dei figli: ecco quando il Tribunale di Bergamo dispone l’affidamento esclusivo

    Tribunale bergamo ordine avvocatiPubblico di seguito alcuni casi pratici in cui il Tribunale di Bergamo ha ritenuto di dover disporre l’affidamento esclusivo anziché l’affidamento condiviso.

    R.g. n. 339/09 dott.ssa Giraldi: il Giudice ha ritenuto di poter giustificare l’affidamento in via esclusiva del minore alla sola madre, in relazione al comportamento tenuto dal padre che non solo ha omesso di osservare le modalità di frequentazione come disposte in via provvisoria dal presidente, facendo visita al bambino solo saltuariamente (comportamento che ha certamente provocato un senso seppur modesto di abbandono in capo al figlio con pregiudizio evidente per lo stesso e che evidenzia l’impossibilità di una fattiva collaborazione tra i coniugi con riferimento alle esigenze del minore), ma ha anche omesso di corrispondere con regolarità il contributo impostogli per il mantenimento.

    R.g. n. 1059/09 dott. Macripò: “la mancata costituzione in giudizio del coniuge costituisce per il giudice fonte di prova del disinteresse dello stesso verso la famiglia e verso la prole; in conseguenza pronuncia l’affido in via esclusiva al genitore ricorrente. Il genitore contumace potrà vedere i minori solo previo accordo con il genitore affidatario”.

    R.g. n. 1292/09 dott.ssa Caprino: sono elementi ostativi all’affidamento condiviso del minore: tossicodipendenza del genitore, anche pregressa; l’assenza nel corso del giudizio; l’aver lasciato andare all’asta la casa coniugale; il disinteresse profondo dimostrato nei confronti dei figli con la totale assenza di alcun contributo nei loro confronti nonostante i provvedimenti presidenziali; l’importante distanza di residenza tra i genitori (Calabria – Lombardia).

    R.g. n. 1286/09 dott.ssa Giraldi: dopo un primo affidamento del minore alla madre, dopo che in comparsa conclusionale veniva evidenziata l’insofferenza del minore ai meccanismi di visita stabiliti dal giudicante, la causa veniva rimessa in istruttoria e disposta CTU, che evidenzia la volontà del minore di stare con il padre. Il giudice si attiene a tale volontà.

    R.g. n. 340/09 dott.ssa Giraldi: il giudice recepisce le conclusioni della CTU che in un quadro di limitata idoneità genitoriale da parte di entrambi i genitori, affida la figlia alla madre e il figlio al padre, considerando opportuno mantenere la situazione esistente, alla quale i figli si sono adattati, piuttosto che imporre un nuovo mutamento che creerebbe certamente nuovo disagio ai minori, senza certezza di un vero vantaggio.