• Fotografie di persone: ecco quando è possibile pubblicarle su internet

    macchina fotografica digitaleLe nuove tecnologie hanno fatto sì che maturasse in molti di noi una passione per gli scatti fotografici.

    Di frequente si vedono persone di ogni età scattare fotografie per strada con la macchina fotografica digitale o con il cellulare. Altrettanto frequentemente poi molte di quelle foto vengono pubblicate nei vari Social Network  (quali Facebook) o comunque divulgate nel web.

    E’ legittimo tutto questo? E’ possibile pubblicare le fotografie che ritraggono terze persone?

    Al riguardo, occorre osservare quanto prescritto dalla Legge sul Diritto d’autore (Legge n. 633/1941).

    L’art. 96 della citata Legge prevede che “il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa salve le disposizioni dell’articolo seguente“.

    Pertanto, se da un lato è certamente legittimo scattare fotografie che ritraggono una terza persona, dall’altro lato non è lecito divulgare (e quindi pubblicare su Internet) le relative immagini senza il consenso della persona ritratta (salvo alcune eccezioni che elencherò successivamente).

    La Cassazione ha più volte chiarito che il consenso alla divulgazione dell’immagine non deve essere necessariamente scritto, potendo infatti essere prestato anche tacitamente.

    Cito, ad esempio, la sentenza resa da Cass. Civ. n. 10957 del 6 maggio 2010 ove si legge testualmente : “Ai fini della esposizione, riproduzione o messa in commercio di un ritratto fotografico di una persona è sufficiente il consenso del titolare, anche tacito, atteso che per la sua manifestazione non sono richieste forme particolari dall’art. 96 l. 22 aprile 1941 n. 633, mentre l’art. 110 della suddetta legge, il quale richiede la forma scritta per la prova dei contratti aventi ad oggetto la trasmissione dei diritti di utilizzazione dell’immagine, è volto unicamente va disciplinare i conflitti tra pretesi titolari del medesimo diritto di sfruttamento delle immagini”.

    Quindi il consenso può essere  dato anche verbalmente, o tacitamente, per implicito o per fatti concludenti. Non è necessaria la forma scritta.

    La Cassazione ha poi chiarito che il consenso alla pubblicazione dell’immagine costituisce un negozio unilaterale, avente ad oggetto non già il diritto, personalissimo ed inalienabile, all’immagine, ma soltanto il suo esercizio, sicché esso è sempre revocabile, anche in difformità di quanto contrattualmente pattuito, salvo tuttavia il diritto al risarcimento del danno in favore della controparte (si veda Cass. Civ. n. 27506/2008).

    Come già anzidetto,  è possibile divulgare immagini anche senza il consenso della persona ritratta in alcuni casi tassativamente indicati dalla legge. L’art 97, l. n. 633/1941 recita infatti: “Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione e collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico“.

    Per chi desidera ricevere consulenze specifiche sull’argomento sopraesposto, questi sono i nostri contatti:

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