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adozione sentenze corte costituzionale cassazioneL’art. 291 cod. civ. sanciva in origine che l’adozione di persona maggiorenne fosse possibile solo per l’adottante che non avesse figli legittimi o legittimati, in ossequio alla tradizione che attribuiva all’adozione una funzione sostitutiva della mancante paternità o maternità legittima, che appunto si realizzava con la trasmissione del nome e del patrimonio.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 557 del 1988, ha però ridimensionato la portata di questa condizione, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 291 cod. civ. nella parte in cui non consente l’adozione a persone che abbiano discendenti legittimi o legittimati maggiorenni e consenzienti.

La Corte Costituzionale è poi intervenuta con pronuncia n. 345 del 1992 che, in caso di incapacità dei figli di esprimere l’assenso perché interdetti ha ritenuto applicabile per analogia l’art. 297 cod. civ. comma 2, così estendendo a questo caso il potere di valutazione comparativa degli interessi in gioco attribuito dalla norma al Tribunale.

Possiamo oggi affermare che l’adozione di persone maggiori d’età è oggi impossibile nei seguenti casi:

1)      Quando l’adottante ha dei figli legittimi o legittimati MINORENNI;

2)      Quando l’adottante ha dei figli legittimi o legittimati MAGGIORENNI CAPACI E NON CONSENZIENTI;

3)      Quando l’adottante ha dei figli naturali riconosciuti minori o maggiorenni capaci e non consenzienti (per effetto della sentenza n. 245/2004 della Corte Costituzionale).

In argomento, mi sembra opportuno segnalare un’importante pronuncia della Suprema Corte di Legittimità (v. Cass. Civ. Sez. I, n. 2426/2006)la quale ha precisato quanto segue: “In tema di adozione di persone maggiori d’età, la presenza di figli minori dell’adottante, come tali incapaci, per ragioni d’età, di esprimere un valido consenso, costituisce, di norma, ai sensi dell’art. 291 c.c., un impedimento alla richiesta adozione. Ove, tuttavia, l’adozione di maggiorenne riguardi un soggetto, il figlio del coniuge, che già appartenga, insieme al proprio genitore naturale ed ai fratelli, minorenni, ex uno latere, al contesto affettivo della famiglia di accoglienza dell’adottante, la presenza dei figli minori dell’adottante non preclude in assoluto l’adozione, fermo restando il potere-dovere del giudice del merito di procedere ad audizione personale di costoro, se aventi capacità di discernimento, e del loro curatore speciale, ai fini della formulazione del complessivo giudizio di convenienza nell’interesse dell’adottando (…)”.

Avv. Patrizia D’Arcangelo

Avvocato D'Arcangelo

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