• Parliamo ancora di domiciliazioni. L’avvocato domiciliatario che non comunica al nuovo difensore la notifica di una sentenza è tenuto a risarcire i danni

    avvocato domiciliatario domiciliazioniLo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con sentenza n. 21589/2009, ha affermato che “nel caso in cui la parte abbia nominato un altro difensore in sostituzione di quello precedente presso il quale essa aveva eletto il proprio domicilio, quest’ultimo è tenuto a comunicare al nuovo difensore gli atti in relazione ai quali il domicilio era stato eletto, rientrando l’obbligo di informazione nel più generale dovere di diligenza professionale cui l’avvocato è tenuto verso il proprio cliente, anche in caso di rinuncia o revoca del mandato”.

    Invero, secondo quanto sancito dalla Suprema Corte di Legittimità, la particolare relazione che si stabilisce tra il soggetto destinatario degli atti ed il difensore domiciliatario non fa venir meno a carico di quest’ultimo gli obblighi connessi alla ricezione degli atti per i quali sia avvenuta la domiciliazione, i quali permangono in capo al domiciliatario anche se nel frattempo la parte abbia nominato un nuovo difensore. Tra tali obblighi rientra quello di informare il nuovo difensore dell’avvenuta notifica di eventuali sentenze che riguardano la parte, che non può ritenersi assolto se non con la prova, di cui è onerato il domiciliatario, di avere dato notizia dell’avvenuta notifica, perché solo questa permette al nuovo difensore di fruire compiutamente dello spatium deliberandi predeterminato per legge ai fini della proposizione dell’eventuale impugnazione.

    Per leggere il testo integrale della sentenza de qua, cliccate qui

  • Consulenza legale on line gratis? No, grazie.

    consulenza legale on line gratisSono certamente numerosi i siti web che forniscono pareri legali gratuiti.

    E’ un comportamento conforme alla deontologia professionale?

    Con una delibera del 2000, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano aveva espressamente vietato la consulenza legale gratuita on line in quanto in contrasto con i principi legali deontologici della professione ed, in particolare, con l’art. 17 del codice Deontologico allora vigente.

    Il succitato articolo è stato successivamente oggetto di modifiche importanti e sostanziali.

    Tuttavia bisogna ricordare che, tuttora, il Codice Deontologico degli avvocati vieta e sanziona l’accaparramento della clientela (art. 19).

    Ora: a parere di scrive l’offerta di consulenze gratuite può costituire una forma di accaparramento di clientela e, in quanto tale, dovrebbe ritenersi vietata.

    Non solo. Le informazioni fornite dagli avvocati devono rispettare la dignità ed il decoro della professione (art. 17 Codice Deontologico).

    Secondo il mio modestissimo parere, non è certamente dignitoso e decoroso che un avvocato offra la propria consulenza legale in forma gratuita.

    Consiglio pertanto di diffidare dei siti web che offrono consulenze legali gratuite. Dietro tali offerte potrebbero celarsi con molta probabilità dei “falsi avvocati“.

    Purtroppo è il pieno il mondo di tali soggetti. Per farvene un’idea, leggete qui oppure qui.

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