• Modifiche al Codice della strada e ricorso al Giudice di Pace: le novità più importanti

    nuovo codice della strada ricorso al giudice di paceCon Legge n. 120 del 29 luglio 2010, il Legislatore ha introdotto diverse modifiche al Codice della Strada.

    La legge de qua ha, tra l’altro, profondamente mutato il regime del ricorso al Giudice di pace avverso i verbali di accertamento di violazione alle norme del Codice della Strada.

    In sintesi, possiamo quindi osservare quanto segue:

    • permane il fatto che il ricorso avanti al Giudice di Pace può essere presentato in via alternativa al ricorso avanti al Prefetto. Quindi l’eventuale presentazione del ricorso al Prefetto, rende improcedibile il ricorso avanti al Giudice di Pace (si veda l’art. 202 bis del Codice della Strada);
    • se si presenta istanza di rateizzazione della sanzione pecuniaria, non si può presentare opposizione né avanti al Prefetto, né innanzi al Giudice di Pace (art. 202 bis);
    • il decreto di fissazione dell’udienza avanti al Giudice di Pace è comunicato alle parti anche a mezzo fax od indirizzo di posta elettronica;
    • tra il giorno della notificazione e l’udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non maggiori di trenta giorni, se il luogo della notificazione si trova in Italia, o di sessanta giorni, se si trova all’estero (art. 204 bis). Ora, interpreti ben più autorevoli della sottoscritta, ritengono che il Legislatore abbia utilizzato impropriamente i termini nella stesura della norma e che l’intenzione legislativa fosse quella di disporre che fra il deposito del ricorso e la data dell’udienza non dovessero intercorrere più di trenta giorni liberi. Tale interpretazione troverebbe un’indiretta conferma nella norma stessa, ove viene disposto che “se il ricorso contiene istanza di sospensione del provvedimento impugnato, l’udienza di comparizione deve essere fissata dal giudice entro venti giorni dal deposito dello stesso”. Qui il legislatore non parla più di notificazione, ma di fissazione di udienza;
    • al Giudice di Pace non è più consentito sospendere inaudita altera parte (cioè in assenza di contradditorio tra le parti) il provvedimento impugnato. Il Legislatore ha infatti imposto che venga fissata un’udienza per la discussione dell’istanza preliminare;
    • quanto alla legittimazione passiva: compete al Prefetto ed ai suoi funzionari contraddire nelle opposizioni a violazioni accertati da organi dello Stato, Ferrovie dello Stato, Ferrovie in concessione Anas; compete invece a Regioni, Province e Comuni la legittimazione passiva per gli accertamenti eseguiti dai rispettivi uffici;
    • in caso di sentenza di rigetto, il Giudice di Pace deve determinare l’importo della sanzione e condannare il ricorrente soccombente al pagamento di quanto dovuto con sentenza immediatamente esecutiva;
    • la sentenza del Giudice di Pace deve essere comunicata a cura della Cancelleria entro trenta giorni dal deposito del provvedimento decisorio all’Ufficio o al Comando a cui appartiene l’organo accertatore

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