• Multe per divieto di sosta – Bergamo e provincia – contestazione e ricorso al giudice di pace

    parcheggi a pagamento e multeNuovi parcheggi a pagamento sono stati introdotti a Bergamo e diventa sempre più difficile recarsi in città senza spendere “un capitale”.

    La notizia, riportata su L’Eco di Bergamo on line, mi ha fatto tornare in mente una sentenza della Corte di Cassazione emessa a Sezione Unite quasi quattro anni fa.

    Mi riferisco alla sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007, con la quale le Sezioni Unite della Suprema Corte affermarono che è da considerasi  nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera.

    Nell’occasione la Corte di Cassazione aveva confermato la decisione del Giudice di Pace di Cagliari che, sulla base del suddetto principio, aveva dichiarato la nullità ed inefficacia di alcuni verbali di accertamento e contestazione per sosta vietata e aveva condannato il Comune di Quartu Sant’Elena al rimborso delle spese processuali.

    Al riguardo la Suprema Corte aveva infatti richiamato l’art. 7, comma 8 del codice della strada, il quale stabilisce che “qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”.

    Va da sè che gli amministratori comunali hanno pertanto sempre l’obbligo di istituire zone di sosta gratuita e libera in prossimità di posteggi in cui è vietata la sosta o in cui è previsto il parcheggio solo a pagamento.

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